MotoGP, conclusi nel silenzio i test Ducati a Jerez

MotoGP, test Ducati segreti – Sono iniziati, proseguiti e finiti nel più totale silenzio e segretezza i test del team Ducati Corse a Jerez de la Frontera. Forti delle (negative) esperienze passate, gli uomini di Borgo Panigale questa volta non hanno fatto trapelare nessuna informazione, lasciando il mondo esterno pieno di dubbi e curiosità. L’unica cosa certa è che questa ennesima sessione di prove è filata liscia nessuna nessun particolare contrattempo, rispettando la tabella di marcia prevista con il tester Franco Battaini in pista per i primi due giorni e poi Valentino Rossi a chiudere il tutto con tanto di giudizio finale. Il problema però è che solo e soltanto Filippo Preziosi e i suoi fidati collaboratori sanno il parere del nove volte campione del mondo.

Provato nuovo telaio – Quella scesa in questi giorni è stata una Desmosedici profondamente rivista nel settore del telaio. Il voler rimanere con lo stesso disegno e concetto della Gp11 cambiando semplicemente il carbonio con l’alluminio, non ha portato nessun effetto positivo. L’ultima gara è stata l’ennesima sofferenza, una triste sconfitta durata tutto il week-end. E’ perciò in atto una vera e propria rivoluzione, un netto taglio col passato in modo da creare una moto competitiva e soprattutto in linea con le esigenze che Rossi chiede oramai da inizio anno. Flessibilità, prevedibilità di comportamento, feeling sull’anteriore. Tutte strade che alla fine conducono ad un vero e tradizionale telaio deltabox , molto simile a quello da sempre usato dai costruttori giapponesi.

Piccole indiscrezioni – Non si può però sapere con certezze quale disegno e progetto sia stato fatto debuttare. Infatti rimane anche in piedi l’ipotesi di una struttura “mista”. Un doppio trave discendente in alluminio che lascerebbe al motore una funzione semiportante, in modo da preservare la particolare filosofia costruttiva della casa bolognese. Bocche cucita anche per quanto riguardo i crono fatti segnare. Qualche rumors vede un Rossi perfettamente il linea con i tempi registrati da Stoner a maggio sulla Honda 1000 sempre questa stessa pista. Una buonissima notizia, vitale base per una Gp12 pienamente in grado di solcare le posizioni che contano. Siamo però solo all’inizio di un’avventura insidiosa e lunga. E di errori adesso non se ne possono più fare.

Riccardo Cangini