Anniversario rock: “Nevermind” dei Nirvana compie 20 anni

Anniversario – Dopo i plasticosi anni ’80 il rock era ancora in vita grazie al respiratore e qualche flebo di Guns’n’Roses e Aerosmith. Poi, il 24 settembre 1991, i Nirvana (semisconosciuta band originaria di Aberdeen) diedero alle stampe il loro secondo album, Nevermind. Da quel momento nulla sarebbe più stato lo stesso: basti solo pensare che un album inizialmente pubblicato con 45.000 copie di tiratura conta ora quasi 30 milioni di vendite. Ma ovviamente non è di questo che si tratta. Si tratta di una rivoluzione culturale che la band del leader generazionale Kurt Cobain ha involontariamente portato avanti, mostrandosi l’unica vera entità capace di cogliere il disagio di una gioventù spaesata, senza più riferimenti, stanca del reaganismo (negli Stati Uniti) e dello yuppismo dilagante (in tutto l’Occidente), stanca delle facciate poppettare, vogliosa di ritornare alla visceralità semplice quanto efficace di un “vaffanculo”, pronunciato chiaramente e senza troppi intellettualismi.

Quel 24 settembre di 20 anni fa, nessuno immaginava che dalla scena di Seattle sarebbe nata la riscossa di una generazione che non aveva nulla da dire – non aveva certo Kerouac o Burroughs tra le sue fila -, ma che proprio perché non diceva nulla stava dicendo tutto: che era stanca, disgustata, nauseata. Ecco, nauseata. Quella botta di adrenalina che una canzone dal titolo apparentemente insensato (Smells like teen spirits, forse il brano più celebre di Nevermind) dava e ancora riesce a dare è più potente di qualunque manifesto artistico o intellettuale, ed è l’urlo di Nausea più potente dai tempi di Sartre. E questo senza contare il peso che la musica dei Nirvana ha avuto sugli anni ’90 e 2000: quel mélange di rock e punk che si è risolto in melodie accessibili a tutti, ma sapientemente e armonicamente nascoste sotto muri di chitarre distorte, ha influenzato in maniera determinante tutto il rock di lì a venire. A partire da quei Foo Fighters che il batterista della band, Dave Grohl, deciderà di fondare dopo che Kurt Cobain si sarà tragicamente tolto la vita con un colpo di fucile.

I festeggiamenti per i 20 anni di Nevermind sono in pompa magna, ovviamente: proprio come Kurt non avrebbe mai voluto (o così ci piace immaginare, almeno). L’album sarà ripubblicato in due versioni. C’è un doppio CD “deluxe edition che include il disco rimasterizzato, più B-sides, pezzi tagliati dal vivo e sessioni in studio. E poi c’è la “super deluxe edition, roba da far eccitare i feticisti del rock: quattro CD e un Dvd che comprendono, oltre al materiale già citato, il primo rilascio ufficiale di Nevermind, remixato da Butch Vig, un paio di registrazioni inedite della BBC, e una registrazione di uno spettacolo live nel 1991 al Paramount Theater di Seattle. I fan più sfegatati potranno consolarsi almeno così. Inutile pensare a quante altre perle Kurt e soci avrebbero potuto regalarci.

Roberto Del Bove