Davati al senato degli Stati Uniti, Google smentisce le accuse

La discussione tra Eric Schmidt, executive chairman di Google, e il Senato degli Stati Uniti d’America, sembra non essere andato a sfavore di Google.
Big G è da tempo sotto inchiesta perche’ accusata di pilotare le ricerche sul suo motore a favore di se stesso e a volte di alcune terze parti. Sulla casa di Mountain View pesano pesano quindi accuse di concorrenza sleale nel mercato online del web. Eric Schmidt ha risposto, pare brillantemente, alle domande del Senato: pare che il suo intervento sia stato da vero specialista dell’oratoria, calmo, educato e rispettoso ma sempre determinato e fermo sulle posizioni in difesa della sua azienda.
Google ormai non è solo leader di mercato, è un icona che gli utenti online seguono per scegliere, viaggi e acquisti online. I l potere di veicolare le masse in una direzione è sempre molto pericoloso e l’incontro con il Senato avrebbe dovuto tenerne conto. Sembrerebbe invece che le domande fatte a Eric Schmidt non siano state esplicative dell’operato di Big G, ne abbiano chiarito il suo ruolo di leader nel mercato del marketing online.
Google piace a molti ma al momento si è fatta anche molti nemici. Come andrà a finire questa vicenda? La legge propendera’ per togliere di mezzo un leader unico e assoluto o guarderà anche Google come azienda che impiega persone e produce fatturato?
IT