La mutazione di Asia Argento, ex icona de paura.

Asia Argento. Fino a poco tempo fa un po’ tutti consideravamo Asia Argento quella matta. L’attrice da film estremi, interpretazioni disturbanti, dalla vita sempre giocata sul filo, incasinata quasi per partito preso. Fino a qualche tempo prima, diciamo la metà degli anni 90, Asia Argento era l’icona di quei post adolescenti che vedevano in lei un modo diverso di poter essere, ed essendo di farcela. Lei con la sua bellezza non scontata, piena di asimmetrie, con quel modo di parlare ciancicato, il sorriso furbo di chi non si allinerà mai e poi mai. A quei tempi lì Asia (Aria Maria Vittoria Rossa è il nome completo) era anche l’attrice più promettente che avevamo in Italia. Quella che già ti immaginavi può stare vicina alle Cloe Savigny di ogni epoca senza sfigurare. E infatti dopo un paio di David di Donatello vinti in due anni, dal 94 al 96, per due film che più diversi non si potrebbe, (Perdiamoci di vista di Carlo Verdone, Compagna di viaggio di Peter Dal Monte) se n’è andata a lavorare in America. Anzi se n’è andata a fare la musa di quello che allora era il regista maledetto più in voga del momento: Abel Ferrara. Abel che veniva allora dalla separazione dal mistico sceneggiatore Nicholas St.Johnes (che forse col senno di poi era il vero genio della compagnia), ed aveva appena firmato il suo capolavoro: The Funeral (da noi uscito col titolo Fratelli) e che sembrava l’uomo giusto al momento giusto per far esplodere definitivamente Asia. La coppia ha girato assieme New Rose Hotel, una specie di noir fantascientifico in cui all’improvviso ci si perde senza nessuna possibilità di ritrovare la strada di casa. O lo ami o richiedi indietro i soldi del biglietto, per capire l’esito.

Salemme, Arcuri. E così la storia andò in modo diverso. E Asia continuò a lavorare un po’ qui un po’ lì, in America, partecipando anche a film importanti come Maria Antonietta della Coppola (Sofia) o XXX al fianco di quel primate di Vin Disel, ma senza che su di lei ci fossero le aspettative di prima. Era come se tutta la stranezza che prima in lei affascinava, avesse finito per diventare insopportabile. In un certo senso la famosa imitazione di Paola Cortellesi (quella del “guarda quanto so strana, la vedi questa porta, io la apro) aveva finito per diventare un tutt’uno con l’immagine che si aveva di lei. Asia da modello era passata ad essere un soggetto poco raccomandabile. La storia con Morgan e la difficile separazione non avevano che confermato le dicerie brutte su di lei. Ormai aveva perso la testa, o forse non l’aveva mai avuta, fatto sta che per un po’ era sparita dalle scene. Nessuna ragazzina più guardava ai suoi vent’anni sperando di diventare come Asia Argento. E alla fine la storia ha cambiato di nuovo la sua corsa. E lo ha fatto in un modo che nessuno si aspettava. Se uno guarda l’elenco dei film in uscita la prossima settimana si accorgerà che ce n’è uno scritto e diretto da Vincenzo Salemme. Si chiama Baciato dalla fortuna ed è la classica commedia Salemme’s style. Poi uno scorge il cast e a sorpresa si ritrova lei. Asia Argento protagonista del nuovo film di Salemme. E poi anche in tv, nel campione d’ascolti Sangue Caldo, in cui addirittura fa la mamma di Manuela Arcuri. Roba che se lo raccontavi a quei ventenni di allora, che vedevano Asia come il modello di quello che volevano essere o volevano sposare, sarebbe finita nella migliore delle ipotesi in grasse risate. Certo le cose cambiano, la vita va avanti, le persone non restano sempre le stesse. Ma noi che eravamo quei ragazzi ci stiamo chiedendo, forse, che è arrivato proprio il momento di staccare i poster dalle pareti della nostra camera. Addio Asia Aria Maria Vittoria Rossa.

Simone Ranucci.