Germania, imprenditori chiedono a Bundestag rafforzamento fondo salva-Stati

Le quattro principali associazioni imprenditoriali della Germania hanno rivolto un appello al Parlamento tedesco affinché votino a favore delle misure anticrisi proposte dai vertici europei. Come si legge nella lettera delle associazioni pubblicata dal quotidiano tedesco Handelsblatt, se i 620 membri del Bundestag non lo faranno, è giusto che si preparino ad affrontare “conseguenze incalcolabili” per l’euro e l’Unione europea.

Il rafforzamento dell’Efsf. La lettera fa riferimento in particolare al rafforzamento dell’Esfs, il fondo salva Stati. Se giovedì prossimo la proposta di legge passerà, come più volte auspicato dalla cancelliera Angela Merkel, la quota della Germania passerà da 123 a 211 miliardi di euro. Un prezzo alto, evidenziano gli industriali nella loro lettera, ma di portata inferiore rispetto a quanto la Germania dovrebbe pagare in uno scenario caratterizzato dal crollo dell’euro. In realtà, una maggioranza di voti favorevoli per la proposta di legge non sembrerebbe in discussione, visto che anche le forze di opposizione rappresentate da socialdemocratici e verdi hanno promesso di sostenerla, ma sarebbe fondamentale per la Merkel una prova di forza della sua coalizione di centrodestra. In tale ottica, da quanto si apprende dalle stime del Financial Times, la Merkel può permettersi di perdere per strada solo 19 voti.

La soluzione della crisi dipende solo dalla Germania. “La soluzione alla crisi economica dipende solo da una minore incertezza della Germania. La situazione è complicata nel mondo, è complicata in Europa e l’Europa è la causa dei timori nel mondo”. È il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a ribadire tale situazione in una dichiarazione ai microfoni della Rai. “Nel 2008 – ha aggiunto Tremonti – ci fu la capacità di contenere la crisi che fu gestita. Ora la crisi è tornata nella forma di crisi europea. La soluzione si trova solo se la Germania definisce una posizione meno incerta e mostra il coraggio la forza e la visione di investire di più sull’Europa, per il bene dell’Europa e della Germania stessa”.

M.N.