I Bau Boys di Berry in aiuto di cani disabili e pipistrelli

Bau Boys:  cani disabili e pipistrelli. Dopo l’ottimo risultato della prima puntata ( quasi 900.000 spettatori con il 13,5% di share sul target di pubblico che va dagli 8 ai 14 anni), andata in onda domenica scorsa,  alle 19.00 tornano i Bau Boys di Marco Berry, la squadra  speciale “animalista” di Italia Uno. Durante la trasmissione di esordio la storia della cavalla Lady, scampata al macello ed adottata per fare Pet Therapy, ha commosso migliaia di spettatori. Casi ugualmente toccanti quelli che nella seconda puntata verranno affrontati dai piccoli salvatori di animali: una richiesta di aiuto dal canile di Arese per due pelosi paraplegici e il tentativo di sfatare un mito;  quello dei pipistrelli succhia sangue.

Ci serve un carrellino. E’ questa la richiesta dei due cagnolini ospiti del canile alle porte di Milano e che passa attraverso la voce dei volontari.  I Bau Boys porteranno con loro un chirurgo d’eccezione, il Dott. Zeira. Nelle sue preziose mani c’è finita addirittura una tigre, anche se lo specialista analogo impegno lo mette anche per casi molto meno esotici, come ad esempio la lunga e complessa storia di Tomy, il bassotto paralizzato.

I pipistrelli questi sconosciuti. La seconda impresa, piuttosto difficile a causa soprattutto della sanzione sociale alla quale sono soggetti, sarà quella di rivalutare i pipistrelli: paragonati ai vampiri e vere e proprie vittime di diverse leggende dai contorni negativi, i Bau Boys, cercheranno di sfatare il mito riguardante la loro presunta (e inesistente) attività di succhia sangue. Una particolare specie sudamericana lecca le ferite di piccoli animali domestici dopo avergliele inferte. Il fenomeno è però circoscritto solo alla suddetta specie. Pulce e Doc incontreranno Mara, “la Signora dei pipistrelli”. Non un eroe di carta come Batman ,ma una donna in carne ed ossa che questi volatili così “spaventosi” se li tiene tranquillamente in casa. I Bau Boys avranno quindi la possibilità di tenerli in mano, dimostrando, sostanzialmente, che l’affetto per gli animali viene da essi ricambiato a prescindere dalla specie alla quale lo si dona.

A.S.