“Niente da dichiarare?” per andare oltre il razzismo e i pregiudizi

“Niente da dichiarare?” – Ancora tanta ironia e leggerezza nel cinema di Dany Boon, che trova sempre la chiave giusta per affrontare temi tanto delicati quanto attualissimi. La nuova pellicola con cui il regista satireggia sul razzismo e su tutti i pregiudizi che ne derivano, si intitola “Niente da dichiarare?”: una classica commedia degli equivoci, che mette alla berlina atteggiamenti stigmatizzati rendendoli un vero e proprio manifesto di intolleranza mascherato da ipocrita patriottismo. Ambientato nel 1993, in un’Europa non ancora operante sotto il nome di “Comunità”, il film pone al centro il sentimento antifrancese di un doganiere belga ultranazionalista che, davanti all’abbattimento delle frontiere, vede sgretolarsi tutti i principi su cui aveva costruito la sua realtà.

Riadattamenti italiani – Dopo “Giù al Nord” (Bienvenue chez les Ch’Tis), che ha regalato un grande successo al regista francese, il cinema italiano ha prodotto il remake di Luca Miniero, “Benvenuti al Sud”, al quale presto farà seguito “Benvenuti al Nord”. Non è escluso però che anche l’ultima opera di Boon veda un rifacimento nostrano.

Per andare oltre – Culture diverse e realtà limitrofe, razzismo che sfocia in xenofobia, intolleranza e pregiudizi che affogano la quotidianità: Francia e Belgio diventano lo specchio del nostro Paese. E chissà se qualche “compaesano”, guardandosi da fuori, non cominci a riflettere sulla stupidità insita nell’idea stessa di dividere l’Italia.

C. T.