Anthrax: dopo otto anni l’album Worship Music segna il loro ritorno

Anthrax, Worship Music – In tour come gruppo d’apertura del carrozzone itinerante dei Big 4, gli Anthrax hanno fatto il loro ritorno sui palchi di tutto il mondo. Ritorno sulle scene adesso certificato dall’uscita del loro ultimo album Worship Music, un full-lenght di 13 tracce che non mancherà di alimentare discussioni e pareri controverse. Sebbene per certi versi il disco convinca, per altri la musica contenuta non mostra nulla di nuovo, tutto già sentito. Con il rientro di Joey Belladonna dietro il microfono, Charlie Benante dietro le pelli, Scott Ian e Rob Caggiano alle chiatarre e l’immarcescibile Frank Bello al basso, gli Anthrax ritornano con la loro miglior formazione a far parlare di sè.

Senza infamia nè lode – L’intro fa salire al punto giusto la tensione prima di una gustosa doppietta. Quindi è  la volta del singolo controverso “Fight’em til you can’t”, eseguito anche in sede di Big 4. Da qui in avanti una sequenza di brani sufficientemente curati ma senza mordente: il marchio Anthrax resta riconoscibilissimo, ma mancano le idee. Ci son voluti otto anni per pubblicare un nuovo studio album: l’attesa era alta e siamo di fronte al classico caso della montagna che partorisce il topolino. Nel complesso il disco è sufficientemente valido, la produzione è ottima ma soltanto a tratti le idee espresse in musica sono brillanti.

R. A.