Campidoglio, occupato per la protesta dei minisindaci

Roma è divisa in diciannove municipi, undici dei quali, presieduti dal centro sinistra. Gli undici rappresentanti hanno protestato stamattina sulla torretta del Campidoglio. I così detti minisindaci hanno esposto uno striscione con scritto “Salviamo Roma”. La protesta riguarda il governo del territorio e la mancanza di denaro che interferisce  con la gestione dei servizi per i cittadini: “I municipi di Roma sono oggi ridotti alla completa paralisi. Privi di risorse economiche e di personale cercano di fronteggiare il malessere dei romani assicurando il governo dei territori in condizioni ormai disperate”.

Scuole, asili, sicurezza. Mancano secondo i Presidenti di municipio le risorse per portare avanti servizi essenziali per i cittadini, ritenuti fondamentali in una democrazia: “Non si aprono scuole e asili nido ormai pronti e disponibili ad accogliere i nostri bambini. Non ci consentono di spendere le poche risorse a disposizione dei nostri bilanci. Non pagano le ditte e le aziende che assicurano servizi essenziali per i soggetti più deboli della città con rischio di interruzione delle prestazioni”. Il denaro ci sarebbe, dice, infatti Gianni Paris, presidente del XV municipio, indirizzando il messaggio al sindaco di Roma Alemanno: “Ci ha pugnalati alle spalle basti pensare che i soldi stanziati Ferragosto non sono ancora disponibili”. Parte dei soldi ci sono, insomma, devono essere solo sbloccati dal Primo cittadino della Capitale. Basterà il flash mob dei minisindaci per sbloccarli?

Elisa Minelli