Energia: sono 20 le società italiane leader mondiali per il Sole 24 Ore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:46

In occasione dell’11° Italian Energy Summit, al via a Milano da oggi fino a mercoledì 28 settembre, Il Sole 24 Ore ha pubblicato oggi il “Rapporto Energia”, con in primo piano 10 pagine dedicate al nuovo Osservatorio Nomisma Energia. Analisti ed esperti del settore hanno selezionato 20 società italiane leader mondiali delle loro nicchie di mercato o con una spiccata internazionalizzazione. Si tratta di imprese del manifatturiero e dei servizi hi-tech spesso poco note e provenienti dalla profonda provincia che, partite all’assalto di Cina, Russia, Francia, sono diventate leader di nicchie strategiche.

Le società. Tra le società del Rapporto spiccano la Rosetti Marino di Ravenna, leader mondiale delle piattaforme petrolifere offshore di trivellazione, la Bonatti di Parma, fra i principali costruttori del maxi gasdotto North Stream, la Irem di Siracusa di casa in Arabia Saudita, tutte nel segmento gas/petrolio; la 3Sun di Catania, la Solsonica di Rieti, la Mx Group di Villasanta (Monza), la Elettronica Santerno di Imola, la Angelantoni di Massa Martana, per quanto riguarda il fotovoltaico e tante altre “eccellenze” nel campo del termico, dei trasporti sostenibili, del trasporto e dell’accumulo di energia. Le 20 società premiate dall’Osservatorio fatturano insieme oltre 20 miliardi di euro, tenendo presente che nell’elenco ci sono anche colossi come la Saipem del Gruppo Eni, la Enel Green Power e la Prysmian. Parliamo, quindi, di quasi il 10% del mercato italiano dell’energia, a quota 256 miliardi. Un settore in crescita, ma ora penalizzato dalla Robin Tax introdotta dalla manovra di ferragosto, che ha aumentato di quattro punti percentuali l’addizionale Ires, estendendola anche alle fonti rinnovabili e al settore di energia.
Nel rapporto stilato dal Sole 24 Ore di oggi anche l’analisi dell’Istituto Bruno Leoni sul grande scandalo dell’energia italiana. Nel nostro Paese, infatti, si pagano le bollette più alte d’Europa, il doppio di quelle francesi, ad esempio. Il Rapporto Energia, ancora, mette in evidenza un dato poco noto ai più: con gli incentivi al fotovoltaico lo Stato ci sta guadagnando, e non poco. Come si apprende da uno studio Iefe Bocconi convalidato da Confindustria e richiamato dal quotidiano economico nazionale, gli investimenti per 35 miliardi attivati grazie agli incentivi per 2 miliardi prelevati dalle bollette di cittadini e imprese hanno fruttato all’erario 3,5 miliardi di Iva. Ci si aspetta, quindi, tanta pressione sull’Esecutivo affinché la strada incentivi non si chiuda.

M.N.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!