Libia, fossa comune a Tripoli: nel 1996 il regime di Gheddafi sterminò duemila detenuti

La guerra in Libia, come tutti i conflitti, è una di quelle occasioni in cui prendere coscienza, semmai ce ne fosse ancora bisogno e se la storia non fosse già ricca di episodi del genere, delle aberrazioni di cui è capace l’animo umano, quando si sente legittimato a esternare la propria animalità in nome della patria, della religione o di qualsiasi altro concetto utile a legittimare violenze e massacri.
Nella guerra civile che da mesi insanguina il paese nordafricano, con le truppe leali al rais Muammar Gheddafi che tentano di resistere all’avanzata dei ribelli assistiti nei cieli dalle truppe della Nato, quella di ieri è stata una giornata di quelle dove l’orrore è risalito dal passato.

Fossa comune – Una fossa comune è stata scoperta nei pressi del carcere Abu Salim di Tripoli. Stando a quanto comunicato dall’agenzia Ansa, che a sua volta ha riportato le dichiarazioni di alcuni portavoce del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt), all’interno di essa sarebbero stati ritrovati i resti di oltre 1.200 corpi. Ma secondo alcuni il numero dei cadaveri sarebbe anche più elevato.
Khaled Sherif, portavoce del Consiglio militare, ha dichiarato: “Abbiamo scoperto il luogo dove sono stati interrati tutti questi martiri“, facendo riferimento a un episodio accaduto nel 1996 quando avvenne un massacro all’interno del penitenziario.

S. O.