Ana Laura Ribas e le sue amicizie, Lele Mora e Marco Travaglio

Ana Laura Ribas. Grinta da vendere e voglia di vincere. E’ questo il ritratto di Ana Laura Ribas, la brasiliana ex naufraga all’Isola dei Famosi che da tempo combatte contro un tumore.
Di recente, colei che si definisce come “la valletta più esperta della tv” ha anche parlato di due conoscenze che in un modo o nell’altro hanno inciso nella sua vita. Due personaggi totalmente diversi che però sono riusciti entrambi a incrociare, anche se in periodi e occasioni diverse, i propri destini con quelli della Ribas: si tratta di Lele Mora e di Marco Travaglio.

Lele Mora – Ecco ciò che la brasiliana ha raccontato dell’amicizia avuta con il manager dei vip, da settimane in carcere perché accusato di bancarotta fraudolenta: “Ero intima di Mora, sono stata a casa sua a Verona, conosco la sua famiglia, praticamente vivevamo insieme. Sono entrata alla LM nel 1999 con tre contratti Tv in tasca e ne sono uscita sette anni dopo con zero. Forse sono l’unica alla quale Mora ha più tolto che dato“. Nel 2006 l’addio: “Mi sono sentita messa da parte e poco protetta. Il fatto di essergli amica era più un problema che un vanto. Non ce la facevo più a vedermi scavalcare perennemente dall’ultima arrivata. Ci siamo incrociati una volta sola senza salutarci. Poi quando lo hanno arrestato gli ho mandato un telegramma di solidarietà. Dopo pochi giorni mi ha scritto dal carcere con una lunga affettuosa lettera, nella quale si scusava per il suo comportamento aggressivo. Mi ha commosso“.

Marco Travaglio – Curiosa la circostanza in cui la brasiliana ha invece conosciuto il giornalista Marco Travaglio, di cui serba un ottimo ricordo: “Con Travaglio era nata una simpatia. Sfatando il luogo comune che noi showgirl siamo tutte sciacquette, chiesi a Massimo Fini se andavamo a teatro a vedere “Promemoria – Quindici anni di Storia d’Italia”, lo spettacolo di Travaglio. Poi siamo andati a cena tutti insieme e abbiamo riso come matti. Marco è un uomo timido, affascinante, divertente: in sintesi, un gran figo. A fine cena, Marco e io siamo saliti nella mia auto, dovevo andare a casa per portare fuori il mio cagnolino Gregorio. E lui, a sorpresa, si è offerto di accompagnarmi. Una scena surreale a notte fonda per i giardini di Porta Venezia. Marco è stato molto carino con me, perché quando mi hanno accusata di essere una sfigata che voleva ‘inguaiare’ un giornalista d’assalto e in più sposato, lui non si è tirato indietro e mi ha difesa“.

Caterina Cariello