Discorso Bagnasco: le opinioni dei ciellini

Una “strigliatina” destinata a tutti e che non deve essere strumentalizzata in chiave politica per disarcionare il Cavaliere. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, e il pidiellino di ferro, Maurizio Lupi, non hanno dubbi: il discorso scandito ieri dal cardinal Bagnasco ha una validità inopinabile, ma non deve essere utilizzato dai detrattori del premier per chiederne il famoso “passo indietro”.

Un discorso rivolto a tutti – La prolusione del presidente della Cei, Angelo Bagnasco, non poteva lasciare indifferente il cattolicissimo presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. “Come sempre quando parla un’autorità così alta nella Chiesa – ha detto – il cattolico si mette in ascolto, accetta e ne tiene conto. Bagnasco parla per tutti: parla per te, parla per me, io non mi ritengo estraneo”. Non solo: “Quelle di Bagnasco – ha insistito il governatore – sono parole che devono spingere tutti ad un esame di coscienza e che devono interpellare chi ha più responsabilità nel mondo dell’economia, della finanza, della vita sociale, e della politica”. Quindi in primis il capo del governo.

No alla strumentalizzazione – Concetti ripresi e rinforzati da un altro ciellino di ferro come Maurizio Lupi. Intervistato oggi da Il Messaggero, il vicepresidente della Camera ha detto: “Ridurre e strumentalizzare le affermazioni del cardinal Bagnasco a presunti riferimenti a Silvio Berlusconi porta ad unico risultato: derubricare la portata delle sue parole da un lato e impedire a tutti noi di metterci in discussione dall’altro”. E ancora: “La questione morale è fondamentale – ha rimarcato Lupi – E qui il mea culpa lo dobbiamo fare tutti, noi del Pdl ma anche tutta la classe politica”.

Il disagio con la gente – E ad esplicita domanda sull’imbarazzo generato dai dettagli sempre più scottanti rivelati dalle intercettazioni del presidente del Consiglio: “La mia responsabilità, da cattolico che ha gli stessi limiti e peccati degli altri – ha spiegato il vice di Fini a Montecitorio – è di testimoniare nel luogo dove sono, cioè il Pdl, l’esperienza di vita che faccio. Il disagio vero e pressante che avverto – ha concluso – è di non saper dare risposte adeguate alla tante domande che la gente in questa fase si pone”.

Maria Saporito