Intercettazioni, il governo ci riprova. Probabile ritorno alla legge Mastella

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:02

Roma – Il governo accelera sulle intercettazioni. Probabile ritorno al testo Mastella, ovvero silenzio fino all’appello. Palamara risponde al premier: “Nessuno stato di polizia”. 

La maggioranza va avanti – Dopo gli ennesimi scandali che riguardano il premier, venuti fuori dalle intercettazioni il governo ha deciso di andare avanti con il tentativo di limitarle o almeno di limitarne la pubblicazione sui media.
Si parla quindi di un probabile ritorno alla legge Mastella sulle intercettazioni. Ciò significa che sui giornali non verranno più pubblicate fino alla sentenza d’appello, e nemmeno gli atti integrali contenuti nel fascicolo del pubblico ministero.
Quindi nessuna intercettazione potrà essere pubblicata, neppure il loro contenuto, e nemmeno i verbali d’interrogatorio.
Voglio proprio vedere se quelli della sinistra smentiscono se stessi e ora mi dicono di no. Se lo fanno vorrà dire che vogliono vedere pubblicate le mie intercettazioni sui giornali e vogliono fare con quelle la lotta politica“, avrebbe detto Berlusconi.

La piazza si mobilita – Giovedì 29 ci sarà la prima protesta contro la legge bavaglio, in piazza del Pantheon a Roma indetta dal “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo”.
Saremo di nuovo in piazza assieme alla società civile, a decine e decine di associazioni, movimenti e sindacati a fronteggiare questo ennesimo ricatto alla democrazia. Riempiremo dapprima piazza del Pantheon e poi tante altre piazze fino a sconfiggere ancora una volta questo disegno contro il diritto dell’opinione pubblica ad essere correttamente informata. Infatti, puntualmente collegata ad un nuovo scandalo che investe la vita pubblica torna in primo piano la presunta necessità di una stretta sull’informazione”, hanno fatto sapere gli organizzato.

Federazione della stampa – “Prima di mobilitarci in piazza faremo di tutto per bloccare la legge-bavaglio“, ha fatto sapere Franco Siddi, segretario Fnsi.
In un paese normale, discutere di questo progetto non sarebbe affatto urgente. Voglio essere chiaro i giornali non devono essere una buca delle lettere. E certo può accadere che un giornalista compia degli errori e cada nella violazione della privacy”, ma “chiunque ravvisa un danno può ricorrere agli organi competenti che vigilano sui codici deontologici e può chiedere una valutazione immediata in quella sede (Ordine dei giornalisti e Garante della privacy)”.

Matteo Oliviero

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