Ballarò: dall’emergenza educativa ai cicli e ricicli storici

Ballarò: emergenza educativa – Dopo le polemiche di Sindacati e Confindustria, è arrivata anche la critica del cardinale Angelo Bagnasco che, davanti al pullulante scempio del nostro Paese e del nostro Governo, ha parlato di “emergenza educativa” e “necessità di purificazione”. Dal David Letterman show al New York Times, da Le Figaro al The Sun, non si parla che di un’Italia ormai piegata dalle scappatelle di Berlusconi. Floris allora ha posto una sola domanda a tutti i suoi ospiti: “Sta effettivamente cambiando qualcosa, se persino i più vicini a Berlusconi cominciano a dubitare di lui?”.

La Russa vs. Finocchiaro – Con uno sguardo di disapprovazione, il ministro La Russa ha ritenuto opportuno sottolineare che “se avesse governato la sinistra, probabilmente di errori ne avremmo pagati di più”, ma anche che “dal 1994 questa sinistra non fa altro che ripetere ‘Berlusconi vada a casa’, senza proporre nulla di concreto”. Pronta la risposta della Finocchiaro (Pd): “Noi parlavamo di crisi quando voi la negavate, vi abbiamo detto di abbandonare la politica dei tagli: se aveste seguito i nostri consigli, oggi non ci sarebbero tante critiche e polemiche. Tutto il Governo, e non solo Berlusconi, deve andare a casa“.

Cicli e ricicli storici –  “Se si è passato il punto di non ritorno? Verrebbe da dire si, ma ho già sentito in passato queste cose: prima nel 1994, e poi nel 2004-’05-’06, sembrava che Berlusconi fosse politicamente morto“. Così Enrico Mentana, che pur ammettendo una situazione profondamente pregiudicata rispetto al passato, parla di cicli e ricicli storico-politici, sostenendo che, in ogni caso, la principale causa dell’eventuale cambiamento sarebbe da ricercare nello “spiattellamento degli atteggiamenti privati del Premier davanti all’opinione pubblica”. Certo è che, come disse Giulio Cesare, “alea iacta est”, ormai “il dado è tratto”, e legalmente o no, il danno è fatto. L’impressione è che tutti si preoccupino ancora troppo del futuro di Berlusconi: pensiamo a quello del nostro Paese.

Corinna Trione