Berlusconi e Tremonti: E’ pace fatta?

Il rapporto tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti continuerà a riempire le pagine dei giornali. La paventata “rottura” tra il premier e il super-ministro non si è, infatti, consumata e durante il vertice di ieri a palazzo Grazioli, i due hanno anzi ricucito, avviando una nuova fase di cooperazione. Ad agevolarla sarà l’infaticabile Gianni Letta, che da ora in poi supervisionerà i passaggi più delicati dell’attività del dicastero di Tremonti, con la speranza di soddisfare le richieste dei ministri che hanno chiesto più collegialità in materia economica.

Un rapporto da ricucire – Un incontro a palazzo Grazioli per appianare le solite divergenze e tentare una ripartenza quanto mai importante. Protagonisti il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che nel pomeriggio di ieri ha raggiunto la residenza romana del Cavaliere per riprendere in mano le redini di un rapporto costantemente in crisi. I due, con la preziosa collaborazione di Gianni Letta, avrebbero alla fine ricucito, sgombrando il campo dalle solite incomprensioni e dai soliti fraintendimenti.

L’incidente su Milanese – Al ministro che avrebbe fatto notare di non aver gradito i commenti al veleno consegnati alla stampa in riferimento alla sua assenza alla Camera per il voto su Milanese: “E’ la solita storia – si sarebbe difeso il premier – io non ti ho attaccato, sono i giornali che inventano”. Tanto quanto basta per ristabilire la calma apparente e per tentare di rimettere sul tavolo questioni più urgenti e delicate. Come quella della discussa “reggenza” del dicastero di via XX settembre, che tanti malumori ha suscitato all’interno dell’esecutivo.

Letta supervisore – “Serve una maggior collegialità“, avrebbe detto Berlusconi al ministro, che avrebbe risposto positivamente, tendendo la mano al sottosegretario Gianni Letta, che da oggi in poi “supervisionerà” (per conto del presidente del Consiglio) le mosse più strategiche di Tremonti. Un’ingerenza a metà, che non sembra aver spazientito il ministro. Su di lui, del resto, pendeva la minaccia di un commissariamento (sponsorizzato da molti malpancisti del Pdl) e la “soluzione Letta” deve essere parsa al ministro un’opzione più che conveniente.

Incognita Bankitalia – Nel corso dell’incontro di ieri, Berlusconi e Tremonti avrebbero anche parlato di Bankitalia. Il responsabile dei conti pubblici sarebbe tornato a proporre la nomina di  Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, pur sapendo che il successore più “papabile” di Mario Draghi (in partenza per Francoforte) resta Fabrizio Saccomanni. Ma il Cavaliere non avrebbe chiuso tassativamente alla proposta tremontiana, confidando forse nella possibilità di negoziare su questo campo qualche interessante concessione sul fronte delle pensioni. Tra il premier e il ministro è ripresa, insomma, la usuale partita a scacchi.

Maria Saporito