F1, Kubica sempre più vicino al ritorno

F1, Kubica pensa al ritorno  – Il fatidico momento si avvicina. L’estate 2011 ormai sta finendo così come il periodo critico di Robert Kubica, sempre più in forze ed ora perfettamente in grado di condurre una vita normale. Il lavoro del pilota polacco però non si ferma certo qui. L’obbiettivo comune è quello di tornare ad essere un pilota di F1, riprendendo il discorso interrottosi a febbraio e continuando il rapporto con la scuderia Lotus-Renault, in attesa di ulteriore sue notizie per confermare il programma della prossima stagione. Il manager Daniele Morelli, in una intervista rilasciata a Omnicorse.it, è molto ottimista riguardo ad un ritorno in pista già nel 2012: “La natura deve fare il suo corso, ma siamo ottimisti, molto ottimisti. Il giorno del rientro su una F1 non è ancora programmabile, ma un fatto è certo, Kubica tornerà a guidare. Non sappiamo ancora dire con precisione in quanto tempo”

Il recupero continua – I medici che lo hanno in cura hanno già dato il via libera” …per tornare su una Formula Unocontinua l’ormai noto dottor. Ceccarelli:“L’idea è quella di sedersi alla guida della R31 nei test successivi il Gp di Abu Dhabi. Sarebbe bellissimo, ma non è detto. Io direi che certamente Robert sarà un pilota di F1 nel 2012. Ora non saprei dire quando potrà fare il suo debutto, fra il mese di novembre e quello di gennaio” Il tutto spinto da una velocità di “…guarigione costante e graduale: diciamo che Robert sta stupendo gli specialisti perché è in anticipo sulle tabelle conosciute. Ed è questa la soddisfazione di tutti, di Kubica in particolar modo. Il pilota polacco dovrà comunque subire ancora un intervento chirurgico e la muscolatura dovrà essere tenuta sotto controllo. I suoi muscoli sono stati fermi a lungo e serve recuperare il tono e la forza”

Bisogno di guidare – La direzione è quella giusta. Robert è sempre più vicino al momento di poter toccare con mano un volante di una vettura da gara, alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni uniche che solo la pista, la velocità e l’adrenalina possono dare: “Ha bisogno di tornare a guidare una vettura, stringere un volante”Conclude Morelli “Gli basterà quella valutazione per rendersi conto dello stato dell’arte, che poi sia una macchina da corsa, una Formula 1 o un simulatore non importa” Senza nessun timore di aver ripercussioni psicologiche: “Robert non ha sbattuto la testa. Diciamo che adesso dobbiamo risolvere delle questioni… “meccaniche”. Dovrà solo dimostrare di saper guidare una monoposto di F1. Il suo talento è rimasto intatto e non vede l’ora di riprendere un discorso interrotto dall’incidente”. Gli ultimi gradini di una lunga scalata, l’ultima fatica per tornare grande. E forse ancora più forte di prima.

Riccardo Cangini