La fine del Bagaglino: Pingitore e i suoi chiudono dopo 46 anni

Chiude il Bagaglino – Dopo ben quarantasei anni chiude il Bagaglino. Dopo aver subito una forte crisi degli ascolti e dei consensi, Pierluigi Pingitore e i suoi attori e comici si sono ritrovati di fronte alla scelta obbligata di chiudere i battenti di quello spettacolo che, ultimamente, poco era gradito dagli italiani, che quando volevano ridere preferivano sintonizzare il televisore su programmi come Zelig.

Pingitore la prende bene – Pierluigi Pingitore non ha preso male questo enorme cambiamento nella sua vita professionale. E’ intuibile quanto sarà difficile per lui dire “addio” ad un programma a cui ha dedicato la propria intera esistenza, ma prenderla male non serve a nulla. Con orgoglio e senza troppe smancerie, Pingitore ammette che il gestore della Sala Umberto ha deciso di non rinnovare gli accordi presi con lui e con il suo cast. «Dopo tanti anni, si può anche chiudere senza troppi rimpianti e senza polemiche», afferma giustamente Pingitore, che, però, ha voluto specificare che l’ “uscita di scena” sarà rumorosa e verrà ricordata. Il quattro ottobre a Elle, in via Veneto, si terrà un party. «La satira politica non è morta e non morirà mai. Può evolversi, cambiare, conoscere momenti di maggiore o minore fortuna. Ma non finirà perché mettere alla berlina chi esercita il potere è un’ attitudine umana. E io continuerò a fare satira da qualche altra parte». Queste sono state le parole di Pierluigi Pingitore, alle quali è difficile obiettare, se non dicendo che ormai di satira politica il Bagaglino non ne faceva più.

M.C.