L’Europa e la Crisi, Toia (S&D): Ci vuole coraggio

L’Europa e la crisi, Toia: Ci vuole coraggio. Lo afferma l’Eurodeputato Patrizia Toia, vicepresidente di Socialisti&Democratici. “Oggi  a Strasburgo un Presidente Barroso più coraggioso del solito ha esclamato a gran voce la necessità, anzi l’indispensabilità di superare l’approccio attuale – spiega Toia – cioè il metodo degli accordi Merkel – Sarkozy, che ci fa arretrare anche rispetto al Trattato di Lisbona che, anzi, andrebbe reso più forte nel senso di un metodo veramente comunitario, superando il diritto di veto e coinvolgendo il Parlamento, voce democratica dei cittadini d’Europa. Tra S&D,  PPE,  liberal-democratici e Verdi, continua l’eurodeputato c’èsintonia nel rivendicare passi avanti, che ormai sono indispensabili, non tanto per uscire dalla crisi, ma purtroppo per evitare di cadere nel baratro della crisi dell’Euro”

No al Six Pack. “Occorre rafforzare le istituzioni democratiche – continua Toia – questo significa rendere le istituzioni europee più capaci di fare quelle scelte che oggi troppo lentamente vengono portate avanti e di avere gli strumenti, come i Project Bond, la tassa sulle transazioni finanziarie e un Fondo Salva Stati permanente, superare, con la forza del diritto comunitario e dell’interesse europeo, le visioni nazionali”. Un no secco è però arrivato al cosiddetto Six Pack, un insieme di sei proposte legislative (quattro  riguardanti il bilancio e due inerenti alla riduzione degli squilibiri economici a livello macro). “Il gruppo dei Socialisti e Democratici da tempo auspica che la zona euro e l’intera Europa si dotino di strumenti per prevenire situazioni critiche come quella che stiamo attraversando – spiega Toia – attraverso una sorveglianza sui bilanci che si accompagni a una spinta alla crescita e attraverso misure per superare gli squilibri macroeconomici tra gli Stati membri. Vale a dire proprio quello che ci si proponeva di fare con il Six Pack. Ma, obietta la parlamentare,la logica che é prevalsa e, che ha guidato il lavoro della maggioranza del Parlamento e il negoziato con il Consiglio Europeo, é stata quella del rigore, del controllo fine a se stesso“. I provvedimenti del pacchetto “avrebbero potuto essere l’occasione per fare ora e bene queste scelte, ma l’esperienza ci insegna che questo approccio, puramente di austerità e di controllo di bilancio, impoverisce l’economia, impedisce la crescita e porta alla recessione e a maggior disagio sociale”, per questo “abbiamo dato parere negativo” sperando in “una grande riforma, per avere in Europa un vero governo economico”. 

A.S.