Libia, gli Usa si dichiarano disponibili a proteggere gli stock di armi chimiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:41

Mentre le forze ribelli a disposizione del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) continuano i combattimenti contro le truppe fedeli al colonnello Muammar Gheddafi, in Libia vi sarebbe la necessità di mettere al sicuro e proteggere gli stock di armi chimiche che erano a disposizione del vecchio regime.
Lo saprebbero i comandanti del Cnt e lo ha ribadito ieri la Nato.
Il governo degli Stati Uniti, dal canto suo, si è dichiarato disponibile a collaborare per la messa in sicurezza di quel che resta degli armamenti che per anni sono stati sotto il controllo del rais. Oggi, i centri in cui si trovano questo genere di armi sono già sotto il controllo del Cnt e, a dichiarare la propria soddisfazione per il raggiungimento di questo risultato, è stato il colonnello Roland Lavoie, portavoce dell’operazione ‘Unified Protector’ che ha dichiarato: “La Nato è soddisfatta di notare che il Cnt controlla ormai i centri che contengono le ultime scorte libiche di materiale chimico e legato al nucleare“.

Resti – Le armi rimaste sul territorio libico sono da intendersi come dei resti ancora da smaltire. Il regime di Gheddafi, infatti, già sette anni fa accettato l’invito alla proibizione delle armi chimiche. A tal proposito, in una nota dell’agenzia TmNews si legge: “Il regime di Muammar Gheddafi aveva aderito, nel 2004, all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, ma doveva ancora eliminare 11,25 tonnellate di gas mostarda, quando la ribellione è scoppiata. I 3.563 obici, missili e bombe, possibili vettori per diffondere il gas mostarda, sono stati distrutti, secondo l’Organizzazione. Chiamato anche iprite, il gas mostarda provoca gravi ustioni a occhi, pelle e polmoni”.

Simone Olivelli

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