Melania, nuovo sopralluogo nel Bosco delle Casermette

A più di cinque mesi dall’omicidio di Melania Rea, sembra che ormai i magistrati abbiano raggiunto la propria determinazione, individuando Salvatore Parolisi come l’unica persona implicata nell’assassinio.

Nuovo sopralluogo dei magistrati – Tutti gli indizi raccolti fino ad ora sembrano indicare Salvatore come l’autore materiale del delitto ed anche quelli che, apparentemente, potrebbero segnare un punto a suo favore, come ad esempio l’assenza di tracce di sangue sui suoi abiti o la mancanza di tracce di dna sul cellulare della vittima, vengono interpretati dall’accusa come derivazioni della sua mente ingegnosa. E proprio sulla scia di questi forti sospetti, i magistrati del pool teramano questa mattina hanno effettuato un altro sopralluogo a Ripe di Civitella, nel posto in cui Melania Rea fu trovata morta. L’intento del pm Davide Rosati, che è stato accompagnato nel luogo del delitto dai carabinieri del reparto operativo di Teramo, è quello di verificare l’esistenza di un percorso alternativo e più diretto che conduca al Bosco delle Casermette. Il magistrato ha percorso a piedi assieme ai militari la strada che collega il boschetto fino a Cerqueto ed ha calcolato che i tempi di percorrenza, a piedi, fino alla frazione, sono di circa 10 minuti, ma una persona allenata alla camminata veloce sarebbe in grado di impiegare anche un tempo minore. Lo scopo del pm Rosati è quello di dimostrare che chi ha effettuato il depistaggio debba aver raggiunto il boschetto di Ripe attraverso un tracciato meno frequentato e di più veloce percorrenza e nello stesso tempo, e di verificare gli spazi di visibilità delle sentinelle che frequentano il poligono di tiro. Anche in questo caso gli investigatori hanno voluto appurare l’attendibilità delle dichiarazioni dei testimoni, in particolare del militare in servizio proprio a Ripe di Civitella il giorno della scomparsa di Melania, il quale sostenne di non aver notato nessuno nella zona, né di aver visto automobili transitare lungo la strada.

Francesca Theodosiu