Meredith, parla il criminologo: Raffaele e Amanda sono innocenti

E’ ormai alle battute finali il processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese trovata morta nella sua abitazione di Perugia il 1° novembre 2007. Sul banco degli imputati Raffaele Sollecito ed Amanda Knox, già condannati in primo grado a 25 e 26 anni di reclusione e per i quali ora l’accusa chiede l’ergastolo.

L’avvocato dei Kercher dalla parte dei pm – Si è conclusa ieri in serata l’arringa dei difensori di Raffaele e, in attesa delle disquisizioni degli avvocati di Amanda, previste per venerdi, diversi sono i pareri che circolano riguardo la soluzione del caso. Per la difesa, Amanda e Raffele sono indiscutibilmente innocenti e sussiterebbero molte prove che li scagionano: Amanda non sarebbe, stando alle parole dell’avvocato Giulia Bongiorno, la “Venere in pelliccia” che è riuscita ad irretire il giovane sprovveduto, coinvolgendolo nell’omicidio di Mez. Ovviamente diversa l’opinione dell’avvocato della famiglia Kercher, Francesco Maresca, che, alla fine della giornata di ieri, ha commentato: «C’è una modifica della caratterizzazione dell’imputata, mi pare che fosse Amelie in primo grado, ora diventa Jessica Rabbit, usciamo da questa fiction perchè direi che i personaggi sono più che reali e purtroppo e quella che manca è sempre Meredith». «Abbiamo sentito questa difesa doppia, che verte più o meno sempre sugli stessi elementi. – ha concluso il legale – Loro hanno rappresentato ha loro realtà difensiva, noi abbiamo rappresentato un’altra realtà assieme a quella del pm».

Il parere del criminologo – Eppure, oltre alla difesa, c’è un altro parere autorevole che sostiene l’innocenza di Amanda e Raffaele: si tratta del criminologo Francesco Bruno che, a pochi giorni dalla sentenza della Corte d’Appello, ha espresso la sua opinione riguardo al delitto. «Fin dall’inizio, sulla base della dinamica dei fatti, ho ritenuto i due ragazzi accusati innocenti» ha detto il criminologo. «Le deposizioni iniziali – ha spiegato – prese per oro colato dalla polizia, devono essere inquadrate nel contesto della situazione in cui sono state rese: lo choc, la difficoltà di comunicare di Amanda». Secondo Bruno manca il movente del delitto: «L’unica evidenza è quella che si sia consumato un rapporto sessuale a due, probabilmente con Rudy Guede», condannato per il delitto, che, magari perchè rifiutato «è potuto arrivare ad uccidere gratuitamente Meredith». Circa la presunta arma utilizzata per uccidere la studentessa, Bruno ha sottolineato che la lama del coltello incriminato risulta compatibile con le ferite solo se usata con la punta: «È ovvio che non si può pensare di uccidere una persona, stando attenti ad usare solo la punta dell’arma». Dopo che anche i periti della Corte hanno giudicato non attendibile la prova del dna sul reggiseno di Mez, il criminologo Bruno ha avanzato delle critiche anche rispetto alle circostanze in cui è stata raccolta:«dopo 46 giorni e con le mani già contaminate dal contatto con altri oggetti – ha osservato – E anche nel caso in cui il dna fosse stato trovato, sarebbe stato incompatibile con la scena del delitto descritta dall’accusa». «Spero che i due ragazzi vengano assolti con formula piena e non per indizi insufficienti – ha concluso il criminologo – Certo, i quattro anni migliori della loro vita gli sono stati tolti e nessuno potrà restituirglieli».

Francesca Theodosiu