Procura: Berlusconi sapeva sulle escort e pagava Tarantini per mentire

Napoli – La Procura di Napoli: “Berlusconi sapeva delle escort e pagava Tarantini per non parlare“. Secondo il tribunale, Lavitola sarebbe un complice del premier.

Procura all’attacco – Nuove accuse da parte della Procura di Napoli al premier e a Tarantini nell’inchiesta sulla presunta estorsione. Secondo il Tribunale del Riesame c’era un accordo tacito tra il premier Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini.
E’ stata definita come una “promessa“. Berlusconi avrebbe dovuto occuparsi di Tarantini e famiglia, compresi “un lavoro e spese legali“, mentre quest’ultimo avrebbe dovuto confermare la tesi secondo cui il premier non sapeva nulla riguardo le escort che si recavano a Palazzo Grazioni.
Secondo il Riesame quindi il premier “ha istigato la condotta reticente o mendace di Gianpaolo Tarantini dinanzi alla giustizia, in cambio di cospicue e continue dazioni di denaro e altre utilità e quindi Berlusconi non è parte offesa ma va indagato per induzione a rendere dichiarazioni false o a tacere, articolo 377, reato punito con la reclusione da due a sei anni”.

Berlusconi consapevole delle escort – Secondo il Tribunale del RiesameBerlusconi era pienamente consapevole che le ragazze erano delle escort. È proprio questo segreto, negato da Tarantini, a provocare la tacita promessa”.
Non solo, ma è stato smentito anche lo “spirito di liberalità” di cui parlava Berlusconi appena pochi giorni fa. “È di tutta evidenza che l’aiuto ad un amico in difficoltà non si concretizza con modalità non trasparenti, quali quelle utilizzate in ogni occasione da Berlusconi. Se Berlusconi avesse inteso semplicemente sostenere una famiglia in difficoltà, non avrebbe poi mostrato evidente insofferenza per le esigenze dei beneficiati, riferimento alle dichiarazioni della segretaria di Berlusconi, Marinella Brambilla, e del maggiordomo, Alfredo Pezzotti”.

Lavitola complice –
Il latitante Lavitola, secondo il Riesame non è altro che un complice in tutta la faccenda. “Un uomo assolutamente allarmante, abile doppiogiochista,personalità spregiudicata. Un intermediario che nonostante latitante può vantare un “rapporto esclusivo con Berlusconi. Per lui “c’è un elevatissimo rischio di recidiva specifica“, ha spiegato il Tribunale.

Matteo Oliviero