Sla, nuove speranze dall’Epo

Progetto Eposs, speranze per la Sla. In ambito sportivo è conosciuta come sostanza dopante, ma potrebbe essere molto utile per le nuove sperimentazioni nella cura della Sclerosi Laterale Amiorfica. Si chiama eritropoietina, o più comunemente “epo”, ed è un ormone che ha la capacità di aumentare il numero dei globuli rossi (e quindi le performaces degli atleti). La scoperta è avvenuta grazie al progetto EPOSS, promosso dalla Fondazione “Carlo Besta” dell’ Istituto Neurologico di Milano, che ha utilizzato questo ormone come farmaco per bloccare la progressione della malattia e proteggere i neuroni dalla progressiva degenerazione causata da malattie come la Sla, attenuandone i sintomi.

Epo, in arrivo un nuovo farmaco. L’epo, ormone glicoproteico prodotto dai reni (ma anche da fegato e cervello), verrà adesso testato su un gruppo di 50 pazienti per stabilire la tollerabilità e il dosaggio giusto, in modo da stimare l’eventuale
efficacia del farmaco. Sono 5mila gli italiani affetti da sclerosi laterale amiotrofica, una malattia degenerativa e  progressiva del sistema nervoso che colpisce selettivamente i neuroni di moto (motoneuroni), sia centrali sia periferici causando l’incapacità di muoversi, comunicare, nutrirsi e respirare autonomamente. La SLA è anche una patologia rara, con un’incidenza di 1-3 casi ogni 100.000 individui all’anno. Inoltre è molto difficile da diagnosticare precocemente.

Adriana Ruggeri