Yemen, ancora proteste contro Saleh: ribelli abbattono aereo militare

Botta e risposta tra ribelli e militari. Stamane un gruppo di combattenti tribali ha abbattuto un aereo militare ad Arhab, città situata nella parte occidentale dello Yemen, a circa 40 km dalla capitale Sana’a. Secondo i testimoni, il velivolo sarebbe stato distrutto a colpi di artiglieria e catturato il pilota. Immediata la reazione delle autorità militari yemenite e, in particolare, della Guardia Repubblicana scelta, guidata da Ahmed, figlio di Saleh. Alcuni uomini armati appartenenti alle tribù locali sarebbero stati arrestati dopo alcuni combattimenti.

Tensione a Sana’a. Non si placano le proteste degli oppositori conto il regime di Saleh. Il suo ritorno nello Yemen, dopo il soggiorno in Arabia Saudita per ricevere cure mediche, ha infatti scatenato i contestatori, tuttavia questa volta è venuto meno anche l’appoggio internazionale. Sostenuto in passato da Arabia Saudita e Stati Uniti per contenere il fenomeno terroristico di Al-Qaeda, Saleh è stato adesso scaricato da tutti. L’auspicio è infatti di realizzare una transizione politica in tutta l’area del Golfo. Tuttavia, l’attuale presidente yemenita ha per il momento respinto questa ipotesi.

Nessuna differenza tra vivere e morire. A questo punto, i contestatori sarebbero pronti a lanciare una guerra civile per abbattere il regime: non spaventa più il fatto che potrebbe esserci un enorme spargimento di sangue. “Il punto è che se noi non possiamo vivere una vita decente e degna, allora è meglio che moriamo” ha detto uno dei manifestanti. La povertà e la corruzione stanno infatti stringendo sempre di più la loro morsa: in un Paese in cui mancano totalmente le leggi e la maggioranza della popolazione vive con meno di due dollari al giorno le proteste difficilmente si placheranno. Il peggio perciò deve ancora venire.

Emanuele Ballacci