Italia, il Paese che farebbe a meno degli arbitri

L’Italia rifiuta l’arbitro – L’Italia si conferma sempre più il Paese che farebbe volentieri a meno degli arbitri in campo: una figura antipatica, che risulta saccente, lontana dal concetto di terzietà del giudice e poco imparziale. Tutti eufemismi e gentilezze se paragonati ai veri insulti che settimanalmente gli associati dell’Associazione Italiana Arbitri ricevono e ai quali resistono per il bene del calcio. Potrebbe sembrare un luogo comune, ma in realtà è una statistica portata avanti dall’Associazione Donne e Qualità della Vita che ha intervistato, a campione, 2500 tifosi di sesso maschile domandando loro come si rapportano all’arbitro: il 76% di tali tifosi, di età compresa tra i 18 e i 65, quindi persone anagraficamente parlando abbastanza mature, vorrebbe che l’arbitro sparisse dai campi di gioco.

La Vanali al posto di Rizzoli – Il dato statistico, che potrebbe anche essere ovvio, è ancora più preoccupante se si nota che il 55% degli intervistati ha affermato di preferire, si spera in maniera goliardica, al posto del giudice di gara una giornalista italiana: per il 36% infatti il fischietto dovrebbe andare in mano a Paola Ferrari, ritenuta imparziale e preparata. Il 23% vorrebbe Monica Vanali, di Mediaset. Un dato abbastanza sconfortante a fronte del fatto che l’italiano preferirebbe mandare in campo ad arbitrare una partita un giornalista piuttosto che un addetto ai lavori, un arbitro che puntualmente viene messo sotto esame con test fisici ed esami sul regolamento del calcio, spesso sconosciuto ai giocatori.

Il leitmotiv dell’odio – Il perché gli arbitri sono così odiati lo lasciamo dire ai più, ai tifosi, e ci atteniamo a quanto la statistica ci mostra. “Sono supponenti e antipatici” dice il 32%, “Si sentono delle prime donne” ribatte il 26%, “Per la scarsa imparzialità in campo” afferma il 16%, “A causa dell’eccessiva permissività nei confronti delle proteste dei calciatori (11%)”, e “Per l’eccessiva debolezza nei confronti delle pressioni dei media e dei club (9%)”. Ora però non aspettatevi una replica da parte della classe arbitrale sul perché loro farebbero volentieri a meno dei tifosi.

Mario Petillo