Romano salvo e il premier pronto ad esplodere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:51

Nessuna sfiducia per il ministro Saverio Romano. Con 315 voti contrari alla mozione presentata dalle opposizioni, il responsabile delle Politiche agricole rimane saldo al suo posto. Un verdetto che, se da una parte ha confortato il presidente del Consiglio sulla stabilità della maggioranza, dall’altra lo ha spinto a focalizzare l’attenzione sui suoi “guai” giudiziari. Tanto che ai deputati che per tutto il pomeriggio hanno sfilato in Transatlantico per anticipargli gli auguri di compleanno, il premier avrebbe più volte risposto: “Sono sul punto di esplodere“.

I cartelli di Fli e la protesta dei Radicali – Trecentoquindici voti contrari alla mozione di sfiducia nei confronti di Saverio Romano. E’ questo il risultato decretato ieri dalla Camera dei deputati, che ha così scelto di non disarcionare il Cavaliere. La votazione è stata anticipata dalle dichiarazioni di voto dei vari schieramenti e non sono mancati i momenti di tensione come quello in cui gli esponenti di Fli hanno provocatoriamente esposto dei cartelli con su scritto “Lega-lità“. Non solo: a far discutere moltissimo è stata anche la decisione dei Radicali di astenersi dalla votazione in segno di protesta per lo scarso interesse tributato dal Parlamento all’emergenza carceri.

Quaquaraquà e mammasantissime – Per non parlare dell’impietoso discorso pronunciato dal presidente dell’Idv, che ha scomodato formule da Cosa Nostra: “Chi in questo Parlamento le darà la fiducia – ha detto Di Pietro a Romano – diventa complice politico e morale dei suoi comportamenti”. E ancora: “Lei oggi sta ricevendo il corrispettivo di un voto di scambio, tipico di un atteggiamento mafioso – ha rincarato l’ex togato – avvenuto il 14 dicembre. Il 14 dicembre il governo non aveva la maggioranza, è andato in giro a cercare un voto in tutte le file di quelle che erano le opposizioni e ha trovato persone ‘quaquaraquà’ che si sono vendute per 30 denari e persone come lei che è piuttosto un ‘mammasantissima’ che – ha concluso Di Pietro – ha preteso di diventare ministro”.

Sul punto di esplodere – Un clima più che teso, che ha esasperato anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Presente in Aula a testimoniare la sua vicinanza al ministro accusato di mafia, il Cavaliere ha ieri tradito grande preoccupazione per le diverse inchieste che lo coinvolgono su e giù per l’Italia. “Mi sto trattenendo a fatica, solo perché gli avvocati mi costringono a tacere – avrebbe confidato ai suoi – ma di cose da dire sull’attacco mediatico-giudiziario con il quale mi stanno assediando ne avrei. Ancora poco ed esplodo: vado in tv e rispondo colpo su colpo”.

Maria Saporito

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