Direttivo Pd sui Radicali: No all’espulsione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:14

Nessuna espulsione per i Radicali “disobbedienti” che mercoledì scorso si sono astenuti sul voto di sfiducia al ministro Romano. E’ questa la decisione ufficializzata ieri a conclusione del direttivo del Pd, che si è riunito nel pomeriggio per valutare la gravità della protesta radicale. Una decisione maturata in un clima di grande tensione, con un fronte di oltranzisti decisi a mettere alla porta gli alleati e un altro più tollerante che è, invece, riuscito a evitare la rottura. In serata è stato il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, a spiegare che il nodo, squisitamente politico, va affrontato nel corso di un confronto tra i due schieramenti.

La Bindi avvelenata – A chiedere la testa dei sei deputati radicali che mercoledì hanno innalzato cartelli sull’amnistia e hanno scelto di non votare sulla sfiducia al ministro Romano c’era innanzitutto Rosy Bindi. Il presidente del Pd ha gradito veramente poco l’iniziativa “secessionista” dei pannelliani e ha da subito chiesto la convocazione di un direttivo ad hoc, teso a valutare la possibilità di un’espulsione dal gruppo parlamentare.

Processo ai Radicali – Al suo fianco ha avuto molti democratici indispettiti: l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, e i cattolici che hanno scritto una lettera a Franceschini per ribadire la gravità di quanto accaduto in Aula. Da qui la decisione di convocare un direttivo, nel corso del quale avviare un “processo” ai Radicali. Come è finita? Che i democratici non se la sono sentiti di strappare e hanno quindi procrastinato la decisione, avvallando motivazioni politiche.

Nodo politico da affrontare – “C’è da affrontare il nodo politico del rapporto tra i due partiti – ha spiegato in serata Dario Franceschini – perciò ci sarà l’incontro tra i partiti e dopo riuniremo nuovamente il direttivo del gruppo per decidere quale misura adottare. Ieri (due giorni fa per chi legge, ndr), in un momento politicamente e parlamentarmente rilevante e centrale per i rapporti tra maggioranza e opposizione – ha aggiunto – i Radicali hanno assunto un atteggiamento molto grave. Se si fosse trattato di un singolo deputato il caso si sarebbe risolto con le sanzioni previste dal nostro Statuto ma la valutazione fatta dopo la loro richiesta di un incontro tra partiti – ha concluso il democratico – è che c’è un nodo politico da affrontare”.

Maria Saporito

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