Fini: Cambiamo la legge elettorale, ma parliamo anche d’altro

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha oggi partecipato a un Forum sulla finanza a Castellaneta (provincia di Taranto). L’occasione ideale per “vuotare il sacco” su alcuni dei temi più scottanti del momento: dalla crisi economica al referendum elettorale, passando per Bankitalia. Senza dimenticare la questione morale: “Mi piacerebbe che le forze politiche tutte – ha detto il leader di Fli – prendessero un impegno con il corpo elettorale affinché coloro che non sono al di sopra di ogni sospetto non vengano candidati”.

Nuova legge elettorale in Parlamento – Nel lungo intervento di Gianfranco Fini al Taranto Finanza Forum, un posto d’onore ha meritato la raccolta firme pro-mattarellum che ha riportato in primo piano il dibattito sulla legge elettorale: “Il mio auspicio – ha spiegato la terza carica dello Stato – è che si faccia una nuova legge elettorale e che prima di ricorrere al popolo sovrano col referendum, si verifichi seriamente se è possibile fare una legge elettorale in Parlamento con una maggioranza più ampia rispetto a quella che sostiene il governo”.

Dibattito fuorviante – Un cambiamento che il numero uno di Montecitorio considera importante, ma per certi versi rischioso. “Non vorrei che questo parlare tanto della legge elettorale – ha fatto notare il leader di Fli – finisse per far uscire dall’agenda politica la questione vera che è com’è organizzato il nostro sistema democratico. Se parliamo di legge elettorale vuol dire che non parliamo più inevitabilmente per qualche anno della riduzione del numero dei parlamentari e men che meno – ha aggiunto Fini – della trasformazione del nostro sistema da bicamerale perfetto a un sistema analogo a quello tedesco”.

Governo sordo alle soluzioni – Sulla possibile patrimoniale sponsorizzata da Confindustria per tamponare l’emorragia economica del Paese: “Se persino Confindustria arriva a dire siamo in una situazione tale per cui se si devono fare i sacrifici, ne faccia di più chi più ha – ha osservato il presidente della Camera – come si fa nello stesso tempo in cui si governa a non prendere in considerazione quest’ipotesi dicendo che si andrebbe in rotta di collisione con l’elettorato?”.

L’anomalia Bankitalia – Altrettanto polemico con il governo sulla questione Bankitalia: “Vi pare che per nominare il governatore – ha scandito Fini rivolgendosi alla paltea – un’autorità indipendente debba fare accordi con la Lega, vertici di maggioranza e mediazioni nel suo partito, come se fosse una scelta politico-partitica? Non sono esterofilo perché amo l’Italia – ha precisato il presidente della Camera – ma in nessun Paese europeo c’è una prassi di questo tipo. Sono preoccupato per l’immagine che le nostre istituzioni danno all’Europa”.

Maria Saporito