La svolta di Maroni: Il referendum va fatto

Lega indietro tutta sulla legge elettorale. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha oggi sparigliato le carte aprendo al referendum con il quale si vorrebbe mandare in soffitta il “porcellum” e favorire il ritorno del “mattarellum”. Una posizione, quella del ministro leghista, che pare segnare una svolta clamorosa e che lascia presagire nuovi “sommovimenti” all’interno della maggioranza.

Bobo e la svolta referendaria – “Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo: anche questo è un segnale forte, sono dell’opinione che vada ascoltato e che si debba procedere al referendum“. A parlare così non è stato Arturo ParisiAntonio Di Pietro (tra i più convinti sostenitori della raccolta firme per il referendum sulla legge elettorale), ma il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

Aperture inedite – L’esponente del Carroccio ha ufficialmente aperto alla via referenderia: “Non so se il Parlamento si metterà a riformare la legge elettorale – ha continuato – ma se lo fa dovrebbe riformarla nel senso del referendum”. Parole che sembrano segnare una distanza nettissima con quanto finora sostenuto dalla nomenclatura leghista, più attenta a “salvaguardare” l’attuale sistema elettorale che a incentivare un possibile cambiamento.

Parisi punzecchia Bersani – Intanto la deposizione delle oltre 1.200.000 firme presso la Cassazione ha dato il “la” a una piccola polemica interna al Pd. Al segretario Pier Luigi Bersani che si è oggi autoaccreditato il merito di aver contribuito al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo, ha infatti risposto Arturo Parisi. “La domanda da fare a Bersani è una sola: ha messo la sua firma? – si è chiesto il democratico – Posso dire che dopo vent’anni che camminiamo insieme è stato facile fare festa con Prodi per la limpida vittoria dei cittadini, così come limpida è stata la firma che lui ha messo nel suo comune. Sarei stato ancora più lieto – ha affondato l’esponente del Pd – se oggi avessi potuto condividere con Bersani la stessa gioia per la stessa vittoria”.

Maria Saporito