Manchester City, Mancini punge Tevez: “Il capo sono io”

Manchester City, Mancini – Giura che la sola complicazione che ha avuto in questa rovente settimana è stato il KO contro il Bayern Monaco in Champions League e a guardarlo mentre lo dice, sorge quasi il dubbio che per Roberto Mancini sia davvero così. Tradotto: a lui del polverone mediatico che si è scatenato dopo il “gran rifiuto” di Carlos Tevez di scendere in campo all’Allianz Arena non gli importa davvero più nulla e per lui si tratta di un capitolo chiuso. E per rendere meglio l’idea ai suoi giocatori ieri in conferenza stampa di vigilia in vista della sfida contro Blackburn (dove peraltro erano vietate domande su Tevez) ha ribadito: “Il capo sono io e intendo restare qui per tanto tempo”. Insomma, a chi non va bene, quella è la porta.

Colleghi solidali – Per fortuna che a sostenere il Mancio ci pensano i colleghi e se Sir Alex Ferguson, pur senza citare mai direttamente Tevez, rende merito al carattere forte dell’italiano (“Mancini ha dimostrato di essere un allenatore di polso e questo è importante al giorno d’oggi, visto che tutti noi sappiamo quant’è difficile allenare”), il tecnico del QPR, Neil Warnock, punta dritto contro il giocatore argentino: “Prima se ne andrà dall’Inghilterra e meglio sarà per tutti, fra pochi mesi starà già baciando un’altra maglia. Ora però deve intervenire la FIFA e squalificarlo fino a gennaio, perché due settimane di stop sono una vergogna”.