Melania, il racconto del maresciallo: Il cane fiutava la presenza vicino a una roulotte a Colle

Dopo aver pubblicato la deposizione del conduttore di cane molecolare che perlustrò la zona di Colle San Marco, a partire dalle ore successive alla denuncia della scomparsa di Melania Rea, oggi rendiamo noto quanto dichiarato dal maresciallo Maurizio Mansi, anche lui coinvolto nelle ricerche della donna.

Il verbale – “In data 18 aprile 2001, alle ore 23 circa, lo scrivente unitamente al responsabile del soccorso alpino, al conduttore di cane molecolare Macciò Stefano del soccorso alpino e al capo della squadra dei vigili del fuoco effettuavano una ricerca della donna scomparsa con l’ausilio del cane molecolare.
Le ricerche iniziavano dal parco giochi presente sul pianoro di Colle san Marco ove la donna era stata avvistata l’ultima volta. L’animale inizialmente fiutava tutta l’area del parco giochi in questione indirizzandosi poi verso l’adiacente via Martiri della Resistenza.
Dopo aver percorso tutta la strada lunga circa 150 metri si soffermava all’incrocio con la strada principale Ascoli-San Marco.
Il cane si soffermava brevemente ispezionando quell’area percorrendo pochi metri in direzione del bar “Il Cacciatore”. Dopodiché indirizzava il suo fiuto verso il vicino monumento ai caduti e da lì si addentrava, attraverso un sentiero, nella boscaglia posta a monte del monumento in questione.

Il conduttore dopo aver percorso circa 200 metri nella boscaglia. Fermava il cane in quanto la zona era impervia e buia, ritenendo la situazione pericolosa per l’animale stesso e i soccorritori.
Dopo circa mezz’ora, sempre con l’ausilio del cane, si dava inizio a una nuova ricerca nella zona posta a monte di quella segnalata precedentemente dall’animale. Quindi si percorreva a bordo dei mezzi la strada posta a fianco del monumento sopra citato che costeggia un ruscello. Percorrendo detta strada per circa 5-600 metri, si arrivava ad un gruppo di case.
Al cane, fatto scendere dal mezzo, veniva rindossata la pettorina e quindi iniziava a fiutare l’area circostante facendo alcuni giri intorno a una roulotte abbandonata collocata su un’area poco distante il caseggiato e poi iniziava a fiutare l’area andando verso valle.
Anche in questo caso, dopo pochi minuti, il cane veniva messo in situazione di riposo in considerazione del terreno impervio e della mancanza di luce. Vicino alla roulotte, che veniva ispezionata dagli operanti, veniva notata la presenza di un manufatto in muratura utilizzato verosimilmente come toilette. La porta del suddetto manufatto era chiusa e sulla stessa venivano notate ragnatele, ciò da far ritenere che la porta fosse chiusa da molto tempo.

Intorno alle 22.20 del 18 aprile 2011, dopo i prelievi di odore eseguiti dal conduttore molecolare Macciò in casa della scomparsa, una squadra… è partita dall’area giochi di Colle San Marco. Davanti all’altalena il conduttore molecolare ha dato l’odore della signora Rea a Piergiorgio (cane molecolare)… al momento della prima ricerca i componenti del Cnas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) non avevano ancora avuto dagli inquirenti informazioni in merito alla testimonianza del marito della signora rea sull’ultimo avvistamento della stessa.
Per questo motivo nessuno dei presenti alla prima ricerca con il cane molecolare poteva in qualche modo «influenzare» il conduttore sulla direzione da prendere.
Successivamente a tale ricerca i tecnici del soccorso alpino hanno saputo che la testimonianza del marito della signora rea corrispondeva in pieno alla pista del cane. Il Bloodhound (cane molecolare, ndr), memorizzato l’odore, ha preso senza alcun indugio la direzione del chiosco vicino ai bagni pubblici e, raggiunto l’asfalto, ha girato a sinistra.

Ha percorso quindi la strada asfaltata secondaria in leggera discesa che porta alla strada principale. Il percorso, di poche centinaia di metri, è stato affrontato dal cane con decisione sul lato destro (rispetto alla direzione di marcia). Il molecolare ha visionato tutti gli ingressi laterali (cancelli) senza mai lasciare la strada principale.
Raggiunta la provinciale ha girato per pochi metri a sinistra (direzione ristorante Segà) verificando ed eliminando tale percorso, quindi ha preso la provinciale alla destra del bivio, in leggera discesa. Raggiunto lo slargo (del monumento) ha dato il negativo sulla strada, ha perlustrato l’area erbosa del monumento ai caduti ed è entrato con decisione sul sentiero, peraltro poco visibile, che parte alla destra del monumento ed alla sinistra di un fiumiciattolo (destra orografica).
Il cane molecolare ha quindi cominciato a salire sul sentiero, ma dopo poche decine di metri il conduttore Macciò è stato costretto ad interrompere la pista.
Tale decisione deriva dal fatto che la ricerca molecolare viene eseguita con il cane al guinzaglione, e la velocità media si aggira tra i 6 e gli 8 km. Di notte tra gli alberi in ambiente impervio è praticamente impossibile gestire il cane.

Il conduttore Macciò ha quindi riportato il cane sull’asfalto chiedendo conferme sulle due scelte della pista e cioè:

– decisione al bivio di scendere per la provinciale e non risalire verso il ristorante
– decisione di lasciare l’asfalto all’altezza del monumento per entrare nel sentiero che parte alla sua destra
– a tale verifica il cane molecolare conferma le indicazioni precedentemente date:

Mentre il conduttore Macciò ed il suo cane si riposano, C.P. e C. si addentrano per il sentiero per una prima verifica notturna.
Dopo una salita di poche centinaia di metri trovano una vecchia roulotte ai margini di una strada sterrata nelle vicinanze di un piccolo agglomerato di case.
Rientrati alla base si è deciso di portare il molecolare sulla sterrata vicino alla roulotte per verificare eventuali piste «attive» al di sopra del piccolo tratto di bosco. Il molecolare si è portato subito alla roulotte ed ha tentato di entrare, piangendo, non dalla porta principale (chiusa da tempo e legata con cordame) ma da una finestra semiaperta.

L’atteggiamento del cane è stato considerato suggestivo per la veemenza con la quale voleva entrare.
Dopo permesso dei carabinieri, C.P. è entrato all’interno della roulotte senza però trovare nulla di macroscopicamente rilevante.
Intanto veniva anche valutata l’area circostante senza alcun risultato.
Tale area è stata poi battuta da C.P. la mattina dopo con il cane da ricerca in superficie, così come da altre unità cinofile (sempre superficie) e squadre in battuta sistematica, senza informazioni utili alle ricerche.
Nel pomeriggio del 19 aprile C.P. con l’unità cinofila molecolare hanno deciso di ripetere il lavoro della notte. Tale prova è stata eseguita in privato, visto che al momento la zona era piena di giornalisti e televisioni. Al cane molecolare è stato dato un altro odore della dispersa e la pista fatta da Piergiorgio è risultata assolutamente identica a quella della notte precedente”.

S. O.