Sizzla in gravi condizioni dopo un incidente stradale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:28

Sizzla Kalonji, conosciuto nel mondo come Sizzla, pseudonimo di  Miguel Orlando Collins, è uno dei più importanti esponenti della musica hardcore ragga, evoluzione del genere dancehall. Nato nel  1976, viene tirato su a Kingston, Giamaica, da una coppia di genitori strettamente rastafariani.

Come tanti altri abitanti dell’isola caraibica Sizzla ama spostarsi in moto, ed è proprio con la sua moto che il 24 agosto di quest’anno si è schiantato lungo la strada Mount Salem nel parish di St. Ann. Pur non essendo in pericolo di vita l’artista ha riportato diverse fratture fra cui quella della clavicola e di alcune ossa della mano, e una serie di ferite all’addome. Le dinamiche dell’incidente non appaiono ancora chiare, visto che non ci sono testimoni oculari dell’accaduto. Alcune fonti parlano di uno scontro frontale con un autobus, mentre altre affermano che si sarebbe trattato di un impatto casuale con un muretto, aggravato dall’alta velocità alla quale viaggiava il veicolo.

Per i lettori che non sono appassionati di musica reggae è utile fare un breve cenno alla vita artistica di Sizzla. Insieme ad altri artisti giamaicani come Buju Banton e Capleton, ha voluto riagganciarsi all’influenza spirituale del tradizionale roots reggae, portando alla nascita del New Roots, caratterizzato da una maggiore connessione con le tematiche religiose e politiche del movimento Rastafari.

Nonostante il forte influsso religioso, molto presente nella musica di Sizzla (che tra l’altro segue la corrente di Bobo ashanti), l’hardcore dancehall è un genere caratterizzato  dalle basi elettroniche semplici e poco melodiche, da un cantato rauco e grazzo, ma soprattutto dal largo uso del cosiddetto slackness, ovvero l’uso di tematiche volgari e oscene legate a sessismo, omofobia, violenza e misoginia.

Anche Sizzla Kalonji è stato più volte al centro di polemiche a causa di pezzi da lui prodotti che incitavano alla violenza e all’odio, in particolare verso gli omosessuali. Nel 2004 gli è stato negato l’accesso in Gran Bretagna e durante il suo tour italiano del 2009, a seguito delle  proteste dei movimenti antiomofobia, diversi concerti sono stati annullati, nello specifico per due canzoni, “We Nuh Join Dem” e “No Apologize” nei quali Sizzla canta: “uccidiamo i gay”, “il sangue dei gay scorrerà”, “verrete bruciati”, “i gay devono chiedere scusa a Dio” e “si meritano colpi di pistola”.

Nonostante queste polemiche, forse anche ragionevoli e giuste da un certo punto di vista, penso che sarebbe giusto approfondire il dibattito, cercare le radici di quest’odio e studiare il contesto socio-politico dalle quali certe affermazioni vengono fuori. Al di là degli errori che può aver fatto, la musica di Sizzla rimane un pezzo di storia e anche di futuro della cultura giamaicana, e come tale non può essere cancellato.

Alice Ughi

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