Fabri Fibra contro Ligabue e Vasco Rossi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:48

Sparare a zero – Bisogna ammettere che ultimamente vanno molto di moda le cosiddette “sparate a zero” su propri colleghi che, oltre a non essere necessarie a meno che non ci siano fenomeni specifici da denunciare o alternative da proporre, spesso sono anche di pessimo gusto. Se Vasco Rossi ha avuto la faccia tosta di prendersela, usando Facebook, con Ligabue in virtù del suo numero di album venduti, ora è Fabri Fibra a dire la propria sull’accusato e l’accusatore di cui sopra. Non si entra, ovviamente, in questo caso nel merito del gusto personale: Vasco Rossi, Fabri Fibra e Ligabue possono piacere o non piacere; qui si parla di modi, di “etichetta” se vogliamo, sebbene chiamarla così sembra evocare un discorso di tipo moralistico, che non sarebbe proprio il caso di mettersi a fare.

Ligabue e Vasco Rossi – Sono molti gli italiani che credono che Vasco Rossi e Ligabue rappresentino il rock in Italia. Chi conosce la storia della musica del Bel Paese sa bene che esistono svariate alternative al “rock” prettamente commerciale che propongono i due celebri musicisti, e che l’Italia può vantare una tradizione musicale egregia per ciò che concerne vari generi (ad esempio il progressive) che è meno conosciuta dal “popolo”, ma che è sicuramente ben presente nella mente di tutti i coloro che storcono il naso quando la parola “rock” viene associata ai due artisti di cui sopra.

Le critiche di Fibra – Intervistato da Rolling Stone, Fabri Fibra non si è risparmiato. Pare che secondo il suo parere Ligabue sarebbe “il cantante dell’italiano medio”. “Non conosco nessuno tra quelli che ascoltano Ligabue che capisca di musica.”, dice Fabri Fibra: “Lui non è seguito perché è figo. E’ seguito perché è capito a differenza di Battiato.”. Che dire di Vasco Rossi? Il Blasco avrebbe, invece, fatto una canzone buona negli anni settanta e poi sarebbe campato di rendita. Il discorso potrebbe anche filare, il punto è che non si può andare ad indagare sul gusto personale o, peggio ancora, sulla formazione musicale che conduce le persone a sviluppare un determinato tipo di “palato”. L’italiano medio esiste, volendo ce n’è un frammento in ognuno di noi, e se gli piace pensare che Vasco Rossi sia rock, la qual cosa non finirà di certo per “contagiare” i gusti di tutti coloro che sanno chi fosse Demetrio Stratos e che quando dicono che era meglio di Ligabue si sentono soli.

Martina Cesaretti

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