Il Club delle 500: 4 piccole grandi ruote (foto e video)

Il Club delle 500. Vederla in strada è ormai molto raro . Una Fiat 500, di quelle che hanno fatto la storia d’Italia, la puoi scorgere  se sei fortunato nell’entroterra di qualche regione del centro o del sud  del Bel Paese. Solitamente la guida qualche anziano, che magari su quel sedile ci ha passato gran parte della propria vita per andare a lavorare. Per lui è solamente la sua auto, forse da sempre;  ma quella 500, come probabilmente chi sta al volante, ha contribuito a fare l’Italia del dopoguerra. Per loro due, comunque, è e sarà sempre tutto normale. Anche chi si vede transitare di fianco la rumorosa antenata delle moderne city car può darsi non faccia molto caso ad un attempato signore sulla sua vecchia automobile. Quando però a schiacciare i pedali e cambiare le 4 marce (con doppietta) della creatura di Dante Giacosa è un 40enne che l’ha “rubata” al padre, o un 20enne che l’ha ereditata dal nonno, allora diventa tutto più chiaro;  quella creatura non può che  essere immortale. Che fosse proprio così, lo avevano capito già nel 1984, a Garlenda (SV), quando per tutelare lo storico patrimonio automobilistico della casa torinese, nacque il Fiat 500 Club Italia.

Il Club e la mostra itinerante . Si conclude oggi la tappa milanese del 500 contemporary art meeting, evento itinerante che racchiude in un’ottima mostra l’essenza artistica della piccola utilitaria.  In un’intervista, l’ideatrice Pamela Dima Ruggiano spiega come è nata la collaborazione tra la mostra e  il Fiat 500 Club Italia; quest’ultimo si è infatti presentato con un vero e proprio esercito di 4 piccole ruote (che è anche il nome della rivista per i soci). All’inaugurazione del 21 settembre scorso decine di 500 sono giunte in loco (lo Spazio Concept)  a scaglioni provocando ogni volta un mezzo terremoto sonoro e visivo. Ospiti e visitatori “costretti” a girarsi ed ammirare la fila di utilitarie, tutte uguali e allo stesso tempo tutte differenti (cliccare su gallery per le immagini), che in pochi minuti venivano trionfalmente parcheggiate dai loro proprietari (sotto il video di una delle tante “ondate”).

Dalla Abarth al Generale Lee. C’è chi è arrivato con la classica 500 nera, dall’immagine impeccabile; chi con quella blu bardata da una striscia verticale tricolore (interni compresi).  E la Abarth, qualcuno si chiederà, dove la mettiamo? C’era anche lei ovviamente.  La Fiat 500 e lo Scorpione, due miti fusi in una sola “piccola” auto. Se si ha più di 30 anni è praticamente impossibile non essere almeno un po’ malinconici, magari anche volontariamente, tanto meglio. Poi è arrivato il Generale Lee. No, non la mitica Dodge Charger del 1969 della  spericolata famiglia Duke, protagonista della serie Hazzard, ma una molto più contenuta Fiat 500 degli anni che furono. Chi l’ha detto però che anche l’italica versione del bolide made in USA dedicato al generale Robert E. Lee, non sia  in grado di volare, almeno con la fantasia, sopra qualche lago nostrano e di viaggiare intraversata per decine di chilometri consecutivi?

A.S.