Il sindaco di Corleone, Riina Jr non deve vivere in paese

Riina Jr, come annunciato negli scorsi giorni, è uscito dal carcere. Il figlio del boss mafioso non si è però recato, come indicato nella cronaca a Padova, ma nel suo paese natale Corleone. Non sono state però le proteste dei senatori veneti leghisti e neanche l’esporsi del governatore Luca Zaia a fare in modo che Riina jr non si recasse in Veneto, bensì la  sospensione del provvedimento di sorveglianza che gli avrebbe dato l’opportunità di recarsi nella città di Sant’Antonio. Luca Zaia negli  scorsi giorni aveva detto: “Il Veneto ha già dato il suo tributo sui delinquenti importati da fuori e non intende darne ancora”, ma non solo: “I veneti si sono sempre espressi contro questa odiosa formula di soggiorno per pregiudicati. Promuovere azioni come queste  significa porre ulteriori micce verso la disgregazione in quanto verrebbe vissuta come l’ennesima occupazione”.

Il sindaco di Corleone non lo accetta.  La Cassazione l’8 settembre 2009 definì Giuseppe Salvatore Riina un autentico capomafia con un ruolo dirigenziale nella gestione dell’attività criminosa. Anche per questo motivo il sindaco di Corleone non accetta che il terzogenito di Totò Riina faccia ritorno, nonostante lo preveda la norma di prevenzione emessa nel 2002 dal tribunale di Palermo che indica, inoltre, che la permanenza a Corleone debba essere di due anni. Il giovane sindaco di Corleone Antonino Iannazzo ha detto che il ritorno di Riina Jr rappresenta un pericolo per la comunità.

Elisa Minelli