Melania, Michele Rea: Vittoria non chiede di Parolisi

In attesa che si decida sui tempi e le modalità con cui trattare la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea, lo scorso 18 aprile a Ripe di Civitella, al centro dell’attenzione vi è quella che da tutti viene vista come colei che più ha risentito – e probabilmente con il tempo più risentirà – di quanto accaduto: Vittoria, la figlia di Melania Rea. Il modo in cui sono state trattate le notizie riguardante la piccola, di appena due anni, è stato oggetto di un richiamo da parte dell’Ordine dei giornalisti che ha fatto riferimento al rispetto che si dovrebbe avere nei confronti della Carta di Treviso, il documento che dovrebbe regolare le modalità con cui i media si approcciano all’infanzia.

Non chiede del papà – Tuttavia, sono gli stessi familiari della bambina – che rimane al centro di una disputa per l’affidamento tra i nonni paterni e quelli materni – a parlare spesso di come Vittoria stia vivendo questi primi mesi da orfana. A seguire le parole di Michele Rea, fratello di Melania e dunque zio della bimba: “Sinceramente Vittoria non chiede del papà quando sta con noi, non è capitato, forse perché da noi è pieno. Non so spiegarmi il suo atteggiamento, Vittoria ogni giorno saluta la mamma ma non ci fa pesare questo dolore che lei probabilmente avverte, ci dà una forza che neanche noi pensavamo di avere quando ti allarga le braccia e ti vuole venire in braccio è lei che ti coccola. Vittoria cresce bene anche perché i nonni sono in grado di crescerla, basta vedere come i miei genitori hanno cresciuto me e Melania con valori che si sono un po’ persi. Vittoria parla con il padre al telefono quando viene a prenderla la zia a casa una volta alla settimana. Sarà il tribunale dei minori a decidere se dovrà vedere il papà in carcere, ma io non me la sento di fargliela vedere perché non so cosa realmente abbia potuto fare. Ho i brividi addosso al solo pensiero che un giorno Vittoria dovrà sapere la verità qualunque essa sia. Vittoria ha già un trauma così grande da superare che è l’assenza della mamma, figuriamoci se il papà sarà accusato di questo delitto come potrà reagire e come potrò dare mia nipote in mano a un assassino… ma se non è lui sarò felicissimo di fargliela crescere”.

S. O.