Riapre dopo un mese di restyling il Museo Gregoriano Egizio

Riapre al pubblico domani, dopo un mese di accurato restyling, il Museo Gregoriano Egizio, «una delle mete preferite dei visitatori dei Musei Vaticani, che transitano quotidianamente a migliaia nelle sue sale, e anche il settore più visitato dalle scuole insieme alla Cappella Sistina», come dichiara l’Osservatore Romano.

Nuova percezione espositiva – «Pur mantenendo il precedente criterio espositivo delle sue nove sale, che si deve all’ultimo totale riallestimento dell’allora curatore Jean-Claude Grenier nel 1989 – continua l’Osservatore – si è voluta creare un’atmosfera nuova che permettesse una diversa percezione degli oggetti esposti. I visitatori si troveranno, dunque, in un ambiente solo apparentemente stravolto, avvolti però in un’atmosfera rarefatta, modulata da un’illuminazione artificiale, diretta sulle opere, e da una naturale filtrata da grandi tende scure; il tessuto tecnico e sofisticato garantisce un controllato passaggio della luce e del calore, nel rispetto dei parametri della conservazione delle opere esposte». Questa nuova prospettiva consentirà ai visitatori di poter ammirare gli splendidi pezzi della collezione, dalla statua acefala del cosiddetto Naoforo del Vaticano, alle opere nella sala dell’Emiciclo, alle icone egizie.
«L’attento lavoro di restyling del museo – scrive Alessia Amenta sul quotidiano vaticano – ha voluto e saputo rispettare e valorizzare quello che resta dell’originario allestimento ottocentesco, inaugurato nel 1839 sotto il pontificato di Gregorio XVI e curato dall’egittologo padre barnabita Luigi Ungarelli, coadiuvato dallo scultore Giuseppe De Fabris per quanto riguarda l’invenzione decorativa del museo».

Nuovo restauro – Sempre domani inizieranno anche i lavori sulla “Resurrezione” di Pericle Fazzini, la scultura che domina la parete di fondo dell’aula Paolo VI in Vaticano. Il restauro dovrebbe durare un paio di mesi.

Valentina De Simone