Cicchitto, no al carcere preventivo per Lele Mora

Lele Mora è ricoverato da ieri all’ospedale san Paolo di Milano a seguito di un malore dovuto ad uno sbalzo di pressione che potrebbe portare l’agente dei vip ad una ischemia celebrale. Mora, in carcere  con l’accusa di bancarotta fraudolenta, ha perso ventiquattro chili. La singola vicenda Mora non sarebbe un caso politico, se non fosse per le dichiarazioni dell’onorevole Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl, che ha detto: “Ricordiamo che Ovidio Bompressi, l’assassino di Calabresi in concorso con Pietrostefani e con Sofri, ebbe la grazia perché non sopportava il regime carcerario. Analogo trattamento non viene riservato a Lele Mora e a molti altri perché contro di essi il carcere viene usato come sistema di tortura per farli confessare, o come punizione per non aver chiamato in causa altri”. E bisogna capire a chi Cicchitto intenda fare riferimento.

Cicchitto contro carcerazione preventiva. I radicali, contrari alla carcerazione preventiva, dovrebbero proporre insieme al Pdl un intervento legislativo. Per Lele Mora e il problema della custodia cautelare,  il capogruppo Pdl si sarebbe rivolto anche  al Ministro della Giustizia Nitto Palma. La carcerazione preventiva ha secondo la legge ragione d’essere quando sussistono gravi indizi di colpevolezza, timore di fuga, possibilità di inquinamento delle indagini. La durata della custodia cautelare può variare in base alla pena prevista. Per Lele Mora la carcerazione è stata supportata con la motivazione di “rischio di inquinamento probatorio di rilevante intensità”.

Elisa Minelli