Dante e i suoi angeli nell’inferno del canile

Dante e i suoi angeli nell’inferno del canile. Dove arriva a fine Luglio. Proviene da un altro di canile, quello sanitario, dove probabilmente qualche giorno prima gli hanno salvato la vita, vista la grossa ferita da arma da taglio di cui era rimasto vittima. Uno sbrego che parte dagli organi genitali e si estende fino a quasi l’attaccatura della coda. Lui è un duro e  sopravvive, ma il colpo, infertogli non si sa da chi, gli danneggia gravemente l’uretra. Il semplice e necessario gesto di fare pipì per Dante diviene una difficoltà immane. Non resta che provare ad operarlo ed il veterinario a cui i volontari si rivolgono dice che la cosa è possibile. Da qui però inizia una vera e propria odissea.

Tre cliniche, due interventi. Tutto questo in pieno agosto, quando di gente che può aiutarti ce n’è davvero poca. A Dante, segugio a macchie di 5 anni circa (immagini cliccando su gallery), viene  effettuata una “uretroplastica nel tratto pelvico dopo orchiectomia e  pelvectomia ventrale”. L’intervento dovrebbe permettere al cane di ritornare ad urinare in modo normale, ma purtroppo le cose non vanno come sperato. L’operazione è andata bene, ma alcune complicazioni impediscono di mettere a Dante il catetere, che avrebbe la necessità di tenere per almeno una ventina di giorni.  Poi c’è il problema del post-operatorio che, senza uno stallo casalingo diventa molto più complicato. E’ in una clinica, ci può stare fino a metà agosto, poi non si sa. Pochi giorni per capire che va operato nuovamente. Lo prenderà in carico un secondo veterinario.

Il ritorno in canile. Al peloso, che nonostante tutto è di un affettuoso sorprendente, viene inserito uno “stent uretrale”. Il secondo intervento permette a Dante di ritornare a fare la pipì in modo quasi normale, ma non ci sono più stalli e lui torna in canile. Dante chiaramente sente di avere qualcosa di estraneo al suo interno e la reazione naturale, data la posizione della protesi, è quella di cercare di espellerlo facendo continuamente pipì. Nei 30 minuti in cui lo abbiamo monitorato ha alzato la gamba una ventina di volte, senza ovviamente urinare. Le centinaia di odori degli altri cani poi, non fanno altro che accentuare lo stimolo, infiammando l’uretra e rischiando d’inficiare il secondo post-operatorio. Un vero e proprio inferno;  non perchè il canile sia brutto, anzi, tutt’altro. Il suo box ha infatti la zona giorno e zona notte; ha sempre cibo e acqua in abbondanza ed i volontari, a turno e gestendo faticosamente l’emergenza, il lavoro e la famiglia,  lo controllano e lo assistono quotidianamente. Nella sfortuna ha almeno trovato i suoi angeli custodi. Ma Dante deve anche prendere quattro farmaci ogni giorno.

La necessità di un posto tranquillo. Sarebbe un lavoro complesso anche su un cane che ha una casa tutta per sé, figuriamoci in canile.  Tralasciando le enormi spese sostenute dall’associazione, ciò che quest’ultima ad oggi  spera di trovare è sostanzialmente uno stallo di qualche settimana che permetta a Dante di essere seguito da vicino in questa fase molto delicata della sua convalescenza. “Certo, poi se arrivasse anche un’adozione definitiva” – ci dicono tendendogli in mano il muso. La sua lunghissima lingua intanto è sempre in bella mostra e appena ti avvicini, non hai più scampo, ti leccherà irrimediabilmente dappertutto. Dante si trova i Provincia di Bergamo, chi volesse maggiori informazioni su di lui può rivolgersi all’associazione Animalibera.

A.S.