Lavitola, anche la Procura di Napoli indaga: accusato di associazione per delinquere

Se Valter Lavitola avesse partecipato al celebre quiz Lascia o raddoppia?, probabilmente avrebbe avuto buoni motivi per rimanere in bilico tra le due opzioni o meglio per sceglierle entrambe.
Il faccendiere più discusso d’Italia – almeno per il momento, perché visti i tempi che corrono bisogna essere prudenti sugli scandali che il domani può riservare – è irraggiungibile da un mese per un motivo ben preciso: ha lasciato l’Italia per evitare l’arresto, diventando così a tutti gli effetti un latitante.
Nello stesso tempo, il presunto amico ma anche ricattatore del premier Silvio Berlusconi, ha visto oggi raddoppiare nel giro di poche ore le accuse rivoltegli contro: se questa mattina era stata ufficializzata l’iscrizione sul registro degli indagati da parte della Procura di Bari per il reato di induzione a rilasciare falsa testimonianza, nella vicenda che riguarda i rapporti intercorsi tra Berlusconi e l’imprenditore Gianpaolo Tarantini, più tardi è giunta la notizia circa l’indagine che la Procura di Napoli, nelle figure dei pubblici ministeri John Henry Woodckok, Vincenzo Piscitelli e Francesco Curcio, ha avviato nei confronti di Lavitola per il reato di associazione per delinquere.

Perquisizione – A proposito del secondo capo di accusa a carico del faccendiere, l’agenzia stampa Adnkronos scrive: “Non si conoscono ancora i nomi dei coindagati dell’editore del quotidiano ”L’Avanti!” espulso nelle scorse settimane dall’albo dei giornalisti. La nuova accusa che ha colpito Lavitola emerge dal decreto che ha disposto la perquisizione compiuta la scorsa settimana nella sede de ‘L’Avanti!‘ a Roma, nel corso della quale furono sequestrati numerosi documenti. Nel decreto si parla di rapporti opachi tra la societa’ editrice del quotidiano e i fornitori che avrebbero ricevuto pagamenti, ritenuti sproporzionati, dagli inquirenti”.

S. O.