Legge elettorale, Pdl frena Maroni: No al ritorno al Mattarellum

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:31

Roma – Dal Pdl un coro di no nei confronti di Maroni che inizialmente aveva aperto ad una modifica della legge elettorale visto l’enorme numero di firme raccolte per il referendum. Calderoli: “Noi ricattati da Udc, Fini e Berlusconi”.

Pdl: “Nessuna modifica” – L’avanzata dei promotori referendari inizia a far davvero paura. La maggioranza teme una nuova batosta elettorale dopo gli ultimi quattro quesiti referendari, e così c’è chi s’inizia a schierare dalla loro parte. Poco più di un milione di firme sono state raccolte contro l’attuale legge elettorale. Il referendum sembra sicuro a meno che la maggioranza non intervenga a cambiare la legge elettorale. E’ questo che aveva ipotizzato il Ministro Maroni dopo le notizie circa l’altissimo numero di firme raccolte. Un numero alto di cittadini che sicuramente “va ascoltato”.
Ma dal Pdl la risposta è un no secco ad alcuna modifica della legge elettorale.
La legge elettorale che abbiamo adesso è un’ottima legge solo che si introducano le preferenze. L’opinione pubblica ormai si è convinta, giustamente, che i cittadini devono scegliere anche in tutto o in parte i parlamentari. E allora, cambiamo l’attuale legge elettorale in questo senso, non buttiamo il bambino con l’acqua sporca. La legge che abbiamo adesso è un’ ottima legge; si faccia solo questo cambiamento. Semmai bisognerebbe cambiare il sistema del premio di maggioranza al Senato, ma qui andiamo sul tecnicismo“, ha ricordato il Ministro La Russa.
Sono d’accordo con il ministro La Russa: è opportuno lasciare la legge elettorale attuale introducendo le preferenze. Cosi si può recuperare il rapporto elettore eletto“, sono le parole di Saverio Romano.
Sulla stessa linea il governatore Formigoni: “Resterebbe una legge maggioritaria, col premio di maggioranza che impone ai partiti di coalizzarsi prima delle elezioni e resterebbe una legge in cui l’elettore sceglie il premier, la coalizione attorno al premier e, in più, con la mia proposta, anche il deputato e il senatore che preferisce“.

L’opposizione: “Si cambi subito” –I cittadini ci rincorrevano per firmare non perché volessero esercitare un’azione di antipolitica, ma perché volevano esercitare un’azione politica. La raccolta delle firme che abbiamo fatto per una nuova legge elettorale è innanzitutto un atto politico, con cui vogliamo dire che i cittadini intendono riappropriarsi del diritto di decidere chi mandare in parlamento e soprattutto chi mandare a casa. Il messaggio politico è che questo parlamento non ha più dignità morale, politica, etica per restare“, è il commento di Antonio Di Pietro.
Anche ad un governo di passaggio con gente rappresentativa in modo da avere tempo per la riforma elettorale, ma sia chiaro che la ripartenza può avvenire solo in un contesto di partecipazione elettorale e non si potrà arrivare al 2013. Tutte le volte che Berlusconi e i suoi dicono che rimarranno fino al 2013, lo spread va su, vorrei che lo si notasse“, ha invece ricordato Pierluigi Bersani.

Lega: “Noi minacciati” – Calderoli, uno dei firmatari dell’attuale legge elettorale, che pochi giorni dopo l’approvazione la definì una “porcata”, precisa: “La Lega e il sottoscritto eravamo a favore della legge precedente, il Mattarellum. Ma fummo ricattati da Casini, che voleva il proporzionale, da Fini che voleva la lista bloccata, e da Berlusconi che voleva il premio di maggioranza, con la complicità della sinistra, che non fece nulla per fermare la nuova legge e poi, salita al governo, non l’ha cambiata. Per questo fui il primo a definire quella legge una porcata“.

Matteo Oliviero

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