Svizzera, disordini a Zurigo: sospeso il derby

Sospeso il derby di Zurigo – Succede anche in Svizzera, verrebbe da dire: il Paese da sempre rinomato per la sua tranquillità, pacatezza e precisione, ieri alle 17 circa si è reso protagonista di un increscioso episodio. Fischio di inizio alle 16 allo Letzigrund Stadion dove 26mila spettatori erano accorsi per la partita dell’anno in Svizzera, il derby di Zurigo tra il Grasshoppers, ad oggi la squadra che ha vinto più Super League (27), e lo Zurigo, squadra che negli ultimi anni ha saputo far rivalutare la sua posizione anche in ambito europeo, dove presto sarà avversaria della Lazio. Il derby però non è durato 90 minuti, tant’è che l’arbitro ticinese Sascha Kever è stato costretto a fischiare la fine al 77′.

L’accaduto – Il tutto nasce quando dopo il 2 a 1 del Grasshoppers, sfavorito alla vigilia per la vittoria, i tifosi delle cavallette hanno incendiato delle bandiere dello Zurigo, costringendo così i tifosi della capitale a scavalcare le barriere della tribuna est ed entrare in quella dei concittadini: disordini che hanno portato tensione anche in campo, costringendo così Kever al triplici fischio. Quattro persone sono state arrestate, di queste una è stata denunciata al ministero pubblico zurighese: per fortuna si registrano soltanto sei tifosi leggermente feriti. Il 226esimo derby della capitale svizzera finisce in malora, senza un vincitore.

I precedenti – Non è però la prima volta che i capitolini si rendono protagonistaidi queste vicende: nel 2009 Basilea – Zurigo finì 4 a 0 per la squadra di casa solo dopo lo scoppio di alcuni petardi da parte degli zurighesi inviati nella tribuna dei locali. Tra le squadre c’è un precedente anche nel 2006, quando lo Zurigo divenne campione di Svizzera e i tifosi del Basilea impedirono la cerimonia con tafferugli: nel 1998, invece, un precedente che ci tocca più da vicino: si giocava a Salerno, tra Fiorentina e Grasshoppers, e un forte scoppio ferì il quarto uomo costringendo l’arbitro a dare la partita vinta a tavolino agli svizzeri. Insomma, come titolano i colleghi dello Spiegel, giorno nero per il calcio svizzero.

Mario Petillo