Fini lancia il nuovo patto tra padri e figli

Un accordo tra generazioni, capace di cementare un’alleanza sociale tra genitori e figli e di riaccendere la speranza nei più giovani. E’ questa l’ultima proposta di Gianfranco Fini, intervenuto ieri a Matera a un incontro con alcuni studenti. Per il presidente della Camera è fondamentale cambiare registro: “O il governo prende atto della crisi – ha detto – o è meglio andare a votare“. E sulle ultime bordate del Senatur, il leader di Fli si è dimostrato categorico: “Bossi è l’assoluta negazione dell’identità nazionale“, ha tuonato.

Padri che aiutano i figli – A colloquio con gli studenti di Matera, ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non poteva non inaugurare il suo intervento partendo proprio dai più giovani. E’ a loro che il leader di Fli ha, infatti, pensato proponendo una ricetta inedita, incardinata su un’idea quanto mai semplice: i padri lavorino di più per restituire un futuro ai loro figli. “Sulla riforma delle pensioni – ha spiegato – serve un patto fra generazioni, fra padri e figli. Occorre lavorare un anno in più per aiutare le nuove generazioni, lavorando un anno in più rispetto al limite dell’età pensionabile e con il risparmio – ha precisato Fini – lo Stato potrebbe finanziare un fondo destinato ai giovani“.

Un’iniezione di speranza – “Con il fondo si potrebbero finanziare i cosiddetti prestiti d’onore o altre misure per la disoccupazione giovanile – ha continuato il numero uno di Montecitorio – o ancora creare nuove attività di collegamento fra il mondo della scuola e quello del lavoro. Così – ha rimarcato – si potrebbe ridare vitalità e speranza al mondo giovanile: la politica deve smetterla di parlare in astratto e deve fare proposte concrete”.

Inevitabile parlare della legge elettorale – E non è tutto perché il presidente della Camera è ieri tornato su un argomento particolarmente scivoloso come quello della legge elettorale. “Certo è – ha detto – che il tema della legge elettorale è un tema ineludibile e il referendum, se verrà ammesso, ha posto la situazione alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti”. E il suo commento sulle dichiarazioni di Roberto Calderoli (autore delle cosiddetta legge “porcata”), che incalzato sull’argomento, si è difeso affermando di averla approvata sotto ricatto di Casini, Fini e Berlusconi?

Calderoli a Topolinia – “Credo che si sia dimenticato di Pippo, Pluto, Paperino e della fata Morgana – ha scherzato la terza carica dello Stato con gli studenti – Magari la Lega è stata ricattata  anche da loro. Scherzi a parte, credo che sia la dichiarazione di chi non sa come cavarsela visto che quella legge l’ha proposta lui”. Una stilettata che il leader di Fli ha destinato anche al capo del Carroccio: “Bossi è l’assoluta negazione dell’identità nazionale – ha scandito Fini – e la Lega spesso non ha il senso del decoro. Secondo voi in Italia il centrodestra – ha domandato in chiusura agli studenti il presidente della Camera – può essere davvero Bossi e Berlusconi?”.

Maria Saporito