Il Foglio si beffa di Della Valle e pubblica una falsa lettera agli imprenditori

Sul Foglio, il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, è apparsa oggi una lettera aperta di Della Valle dal titolo ”Imprenditori, ora basta”, del tutto simile a quella pubblicata sabato scorso, se non per i destinatari, non più i politici, ma la classe imprenditoriale. Non si tratta, però, di un nuovo sfogo del patron di Tod’s, questa volta non ha comprato inserzioni a pagamento e non ha riversato e reso pubblica la sua rabbia sulla carta stampata, questa volta è una vittima, vittima di una mascalzonata firmata Giuliano Ferrara. La eco del suo appello ha portato anche a questo, a che il direttore del Foglio usasse un espediente satirico per rispondere a tono al ” Politici, ora basta”, spostando l’asse delle accuse sugli imprenditori, malcelandosi sotto mentite spoglie.

Imprenditori, ora basta. ”Il nostro agire attento solo ai piccoli o grandi interessi personali o di bottega, trascurando gli interessi del paese -si legge nella lettera- ci sta portando al disastro e sta danneggiando irrimediabilmente il ruolo sociale e civile dell’imprenditoria italiana in Italia e nel mondo”. ”Lo schiaffo di Sergio Marchionne a Confindustria, organizzazione burocratica e obsoleta di interessi corporativi perseguiti in modo velleitario e subalterno – prosegue un Della Valle improvvisato – dimostra che anche la prima industria manifatturiera italiana, con la sua storia, il suo peso, e la sua internazionalizzazione, non ha più fiducia in noi e non ha più nessuna intenzione di farsi rappresentare da una classe imprenditoriale che, salvo alcune eccezioni, si è totalmente allontanata dalla realtá e dai bisogni reali del sistema economico e produttivo”. L’industriale marchigiano ha prontamente rinnegato la paternità di un tale atto d’accusa verso la sua stessa categoria, ma già infondo all’ articolo-beffa si può leggere la dicitura ”satira”, che ci svela, prima di ogni smentita, la natura burlesca e provocatoria dell’ iniziativa, che, con la leggerezza del gioco mette in discussione il ruolo di una classe dirigente.

Francesca D’ ettorre