Intercettazioni: non pubblicabili fino ad udienza filtro

Intercettazioni: sui giornali dopo udienza filtro. E’ questo in buona sostanza il contenuto dell’emendamento presentato da due deputati Pdl Manlio Contento ed il capogruppo in commissione Enrico Costa. Una sorta di compromesso (comunque più rigido di quello dell’anno scorso) che pare strizzare l’occhio al terzo polo. La proposta verte sulla pubblicabilità o meno dei testi trascritti delle intercettazioni telefoniche in occasione di inchieste giudiziarie. Ad oggi è possibile riportare sugli organi d’informazione tutti i testi contenuti negli atti dell’inchiesta. Questo fino all’udienza filtro. Dopo, invece, tutte quelle ritenute rilevanti dalle autorità giudiziarie; La proposta Costa-Contento, ribalterebbe la situazione attuale.  Non sarebbe infatti possibile pubblicare nulla prima della suddetta udienza filtro.

Atti sì, intercettazioni no. Contento precisa poi che “se prima di questa udienza vengono assunti provvedimenti d’indagine che riportano intercettazioni e devono essere messi a conoscenza dell’imputato , in questo caso si potrà pubblicare il contenuto dell’atto con l’eccezione delle intercettazioni“. Il contenuto “originale” delle intercettazioni potrebbe quindi essere diffuso solo dopo l’udienza in cui avviene il confronto tra magistrati, giudici ed avvocati, atto a stabilire quali siano le parti rilevanti ( quindi pubblicabili) e quelle invece ritenute superflue. Sulle ipotesi dei modifica del ddl elaborate dal Pdl,  le opposizioni rappresentate da  PD e IDV hanno però annunciato una valanga di emendamenti contrari.

A.S.