Melania, il gip dice no all’incidente probatorio: il cadavere non verrà riesumato

Non sarà effettuato alcun incidente probatorio. Gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito accusato di essere l’unico responsabile dell’omicidio della moglie Melania Rea, hanno visto rifiutata la richiesta inoltrata qualche settimana fa.
Il gip di Teamo Giovanni De Rensis non ha ritenuto necessario accogliere la proposta poiché, a suo dire, i dati in mano ai magistrati sarebbero adeguati per continuare a procedere nelle indagini.
La mancata autorizzazione scongiura dunque l’ipotesi di una riesumazione della vittima. Infatti, il desiderio di Biscotti e Gentile era quello di avviare ulteriori perizie autoptiche che potessero dimostrare come le analisi condotte fin qui dall’anatomopatologo Adriano Tagliabracci non siano attendibili.

Caffeina – In particolare l’attenzione dei due legali era riposta nella determinazione esatta dell’ora del decesso. Secondo Tagliabracci, Melania sarebbe stata uccisa tra le 13,30 e le 14,30 del 18 aprile scorso a Ripe di Civitella e in quel luogo tutto porta a pensare che fosse presente anche Salvatore Parolisi. Quest’ultimo però ha sempre sostenuto che in quella fascia oraria si trovava a Colle San Marco, in provincia di Ascoli Piceno, in compagnia proprio della moglie e della loro piccola figlia.
La versione del caporalmaggiore è quella secondo cui Melania sarebbe sparita dal pianoro di Colle, mentre si dirigeva verso i servizi igienici di un locale poco distante. Ma questa ricostruzione non ha mai soddisfatto gli inquirenti che hanno sempre ritenuto poco credibile il racconto di Parolisi. A screditare le parole di quest’ultimo vi è stata anche l’incapacità da parte dell’indagato di dimostrare in maniera certa la propria presenza a Colle nell’arco di tempo in cui si pensa che la moglie sia stata uccisa.

S. O.