Green economy: entro il 2020 previste 110 mila nuove assunzioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:57

Il settore della Green economy è in crescita costante e per il 2020 si prevedono 110 mila nuove assunzioni, per un ammontare complessivo degli stipendi, come evidenziato da un rapporto Althesys, che arriverà a 2,6 miliardi di euro annui. Il rapporto evidenzia, ancora, come negli ultimi due anni quello delle energie rinnovabili sia stato l’unico settore in Italia ad aver fatto registrare un raddoppio del proprio giro d’affari, arrivando a rappresentare l’1,07% del Pil nazionale, anche se sono aumentati, nel contempo, i rapporti di lavoro ‘precari’.

I dati. Energy manager, Sustainibility manager, cioè specialisti sulle tematiche delle energie rinnovabili, Energy auditor specializzato in certificazione di bilanci degli impianti energetici: sono solo alcune tra le professioni più richieste dalle aziende da qui al 2020 secondo lo studio ‘Green employment e sviluppo delle rinnovabili’ di Althesys, che individua il settore delle rinnovabili come quello più papabile per i neolaureati italiani. Entro il 2020, si legge nel rapporto, sono previste circa 110 mila assunzioni in questo campo, che porteranno ad un ammontare degli stipendi pari a 2,6 miliardi di euro all’anno. Già negli ultimi due anni, confermano da Althesys, quello delle rinnovabili è stato l’unico settore in Italia ad aver mostrato una crescita costante, con un raddoppiamento del proprio giro d’affari, arrivato a circa 13 miliardi di euro complessivi, valore che equivale all’1,07% del Pil. Nell’ambito dei microsettori della green economy, quello che registrerà il maggior numero di professionisti impiegati sarà il fotovoltaico (41.612 addetti), seguito dell’eolico (28.259) e dalle biomasse (26.214), mentre quello che cercherà meno professionisti sarà il geotermico, all’interno del quale approderanno poco più di 800 figure.

L’occupazione in generale. Lo studio di Althesys evidenzia anche una nota positiva che si è registrata nell’ultimo anno un po’ in tutti i settori. In Italia, infatti, si è avuta una crescita degli occupati dello 0,8% rispetto all’agosto 2010, anche se sono aumentati i rapporti precari. La disoccupazione tra luglio e agosto 2011 è diminuita dell’1,8%, anche se va sottolineato che per coloro i quali si trovano nello status di disoccupato si tratta di una condizione che va avanti da oltre 12 mesi.

M.N.

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