Meredith, Amanda Knox torna a Seattle: Grazie a chi ha creduto in me

Amanda Knox è libera. La 24enne americana – dichiarata innocente dalla Corte d’Appello di Perugia, insieme all’altro imputato Raffaele Sollecito, in merito al processo per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher – è tornata nella sua Seattle, dopo quasi quattro anni passati dietro le sbarre delle carceri italiane.
Dopo aver viaggiato sul volo 553 della ‘British Airways’, atterrato poco dopo le ore 17 di (le ore 2 in Italia) all’aeroporto internazionale di Seattle Tacoma, nello stato di Washington, la Knox ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti che l’attendevano appena fuori al terminal.

Emozioni – Visibilmente emozionata, la Knox, che in primo grado era stata condannata a 26 anni di reclusione mentre l’accusa in Appello aveva chiesto l’ergastolo, ha parlato della sua ritrovata libertà: “In questo momento mi sento veramente frastornata – ha dichiarato la 24enne – Guardavo giù dal finestrino e mi sembrava che non ci fosse niente di vero. Per me è importante ringraziare semplicemente tutti coloro i quali hanno creduto in me, mi hanno difesa, hanno appoggiato la mia famiglia, che è per me la cosa più importante. Adesso voglio soltanto andarmene via con loro. Perciò, vi ringrazio di essere venuti qui per me”.
Per la cronaca, bisogna ricordare che i pm che hanno rappresentato l’accusa nel corso del processo di secondo grado hanno già dichiarato che inoltreranno regolare ricorso alla Corte di Cassazione.
La vicenda, dunque, non è da ritenersi chiusa ma una cosa è certa: in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari, Amanda Knox e Raffaele Sollecito vivranno le loro vite in libertà.

Nella foto: Meredith Kercher, uccisa il 1° novembre 2007 a Perugia.

S. O.