Moody’s taglia il rating dell’Italia. Fmi: In Italia crescita deludente.

Roma – L’agenzia di rating Moody’s declassa il nostro paese. Tra le motivazioni: “Aumentata la suscettibilità del Paese di fronte agli shock finanziari. Rischio default remoto, ma siete più vulnerabili“. Il governo: “Decisione aspettata”. L’opposizione: “Una mazzata“.

Moody’s contro l’Italia – La notizia è arrivata nella serata di ieri e riguarda la situazione di crisi in cui si trova l’Italia. L’agenzia di rating Americana Moody’s ha tagliato il rating dell’Italia, portandolo ora ad A2 con outlook negativo. La decisione di Moody’s ha seguito di pochi giorni quella di Standard&Poor’s che portò il rating dell’Italia da A+ ad A.

Le motivazioni – La motivazione che sta alla base del taglio del rating è da ricercarsi nel “sostenuto aumento della suscettibilità del Paese di fronte agli shock finanziari, dovuto al calo di fiducia nei confronti dei Paesi dell’Eurozona con un elevato debito pubblico”.
Ma non si tratta solo di una ragione economica, ma anche politica in quanto è dovuto “in parte ai rischi derivanti dalle incertezze economiche e politiche e in parte all’aumento dei rischi al ribasso per la crescita economica e all’indebolimento delle prospettive globali, nonché al generale calo della fiducia nelle emissioni di debito dei paesi dell’eurozona”.
Il rischio di default dell’Italia è remoto, ma la vulnerabilità di questo Paese è aumentata”  Perché l’economia italiana continua ad affrontare problematiche significative legate a debolezze economiche strutturali che non possono essere rimosse in fretta. Questi problemi hanno impedito di raggiungere tassi di crescita maggiori nel passato decennio e continuano a pesare sulla ripresa“, si legge nella nota rilasciata da Moody’s.

Fmi: “Italia crescita deludente” – Duro commento anche da parte del Fondo Monetario Internazionale secondo cui in In Italia e Spagna ci sono “i più elevati costi degli interessi sul debito sovrano, che assieme alle misure di aggiustamento dei conti pubblici e alle aumentate tensioni sulle banche costituiranno ostacoli ulteriori su una attività già modesta“.
Questo il commento sul nostro paese contenuto nel rapporto del Fondo monetario internazionale. “Negli ultimi 20 anni la crescita in Italia è stata deludente a causa di riforme inadatte e incomplete, tasse troppo complesse, scarsa produttività del lavoro“.

Le reazioni – Di “notizia aspettata”, ha parlato una nota di Palazzo Chigi, che sottolinea “il massimo impegno per centrare gli obiettivi di bilancio pubblico. Quegli stessi obiettivi che sono stati oggi accolti positivamente e approvati dalla Commissione europea“. Lo stesso Berlusconi ha commentato così il taglio del rating: “Non cambia nulla andiamo avanti, stiamo lavorando sulle misure per la crescita“.
Ma dall’opposizione arriva il duro commento del leader del Pd Pierluigi Bersani: “il declassamento è una mazzata. L’Italia è meglio di quel rating, ma se non c’è un cambiamento la sfiducia rischia di tirarci a fondo“.
Dello stesso parere Antonio Di Pietro che sostiene che il “macigno del governo del Cavaliere deve essere tolto dal futuro del Paese. Per questo io che voglio le elezioni mi rivolgo al Capo dello Stato e gli dico di mandare un messaggio alle Camere perché i parlamentari si assumano le loro responsabilità”.

Matteo Oliviero